La superiorità in fase di possesso non nasce per caso: va allenata in spazi chiari, con vincoli precisi e con riferimenti che obblighino i giocatori a leggere la situazione prima ancora di toccare palla. L’esercitazione del 3 contro 3 con 2 jolly esterni e aree di meta è un mezzo operativo semplice da organizzare ma estremamente ricco dal punto di vista tattico: costringe i giocatori a mantenere il possesso, a coinvolgere tutti i compagni e, solo dopo aver creato un vero vantaggio numerico, a verticalizzare per entrare in zona di meta o servirla con un passaggio utile. È un gioco di posizione che si presta molto bene a collegare il lavoro sulla superiorità numerica, sulle linee di passaggio e sulle transizioni immediate dopo la perdita o il recupero del pallone.
OBIETTIVO
Lo scopo principale è abituare la squadra a riconoscere, creare e sfruttare il sovrannumero in fase di possesso grazie all’utilizzo di due jolly esterni che giocano sempre con la squadra che ha la palla. L’obiettivo non è solo mantenere il possesso, ma saperlo trasformare, al momento giusto, in una giocata verticale che porti alla conquista della zona di meta avversaria.
In questo contesto i giocatori imparano a:
- far circolare la palla con pazienza e precisione fino a coinvolgere tutti i compagni;
- coordinare i movimenti di appoggio e sostegno con quelli di attacco dello spazio libero;
- sfruttare il giocatore in più (i jolly) per uscire dalla pressione e cambiare lato in velocità;
- entrare in meta tramite conduzione o passaggio, mantenendo la lucidità dopo una fase di possesso prolungato.
In parallelo, l’esercizio sviluppa la capacità difensiva di gestire l’inferiorità, orientare il pressing e proteggere la propria zona di meta, offrendo così uno strumento molto completo per allenare i principi di gioco offensivo e difensivo in un unico contesto.
DURATA
ESORDIENTI: tempo totale 15 minuti; 1 serie da 4 ripetizioni × 3’; tempo di recupero tra le ripetizioni è di 1’; non è previsto tempo di recupero tra le serie perché è unica.
GIOVANISSIMI: tempo totale 18 minuti; 2 serie da 3 ripetizioni × 3’; tempo di recupero tra le ripetizioni è di 1’; tempo di recupero tra le serie è di 2’.
ALLIEVI: tempo totale 17 minuti; 2 serie da 3 ripetizioni × 2’30’’; tempo di recupero tra le ripetizioni è di 1’; tempo di recupero tra le serie è di 2’.
JUNIORES: tempo totale 18 minuti; 2 serie da 4 ripetizioni × 2’; tempo di recupero tra le ripetizioni è di 45’’; tempo di recupero tra le serie è di 2’.
PRIMA SQUADRA: tempo totale 18 minuti; 3 serie da 3 ripetizioni × 2’; tempo di recupero tra le ripetizioni è di 45’’; tempo di recupero tra le serie è di 2’.
MATERIALE
Per allestire l’esercitazione occorrono pochi strumenti, facilmente reperibili in qualsiasi seduta di allenamento. Servono:
- 1 pallone in gioco e alcuni di riserva per mantenere continuità;
- 3 casacche di un colore e 2 di un altro per distinguere chiaramente le squadre e i jolly;
- cinesini o delimitatori bassi per tracciare il campo generale e le tre zone interne;
- eventuali porticine o paletti per evidenziare le aree di meta, se si vuole dare ai giocatori un riferimento visivo ancora più forte.
GIOCATORI
L’organico ideale è composto da 8 giocatori di movimento:
- 3 giocatori in maglia rossa;
- 3 giocatori in maglia bianca;
- 2 jolly esterni che giocano sempre con la squadra in possesso.
Non sono previsti portieri: l’obiettivo è la conquista della meta, non la conclusione in porta. In gruppi numerosi si possono creare due campi affiancati oppure inserire una rotazione rapida dei jolly ogni ripetizione.
DESCRIZIONE
Il campo di gioco quadrato misura circa 20×20 metri ed è suddiviso in tre zone con i cinesini: una zona centrale di 20×10 metri e due zone di meta alle estremità, profonde 5 metri ciascuna. All’interno della zona centrale si gioca il 3 contro 3: qui avviene la maggior parte del possesso palla, della pressione e delle combinazioni strette. Sui due lati opposti del quadrato, in corrispondenza delle linee di fondo, si posizionano i due jolly esterni, sempre disponibili come soluzione di uscita.
Una squadra inizia in possesso palla all’interno della zona centrale. L’obiettivo iniziale è mantenere il controllo del pallone evitando l’intercetto avversario, coinvolgendo progressivamente tutti i compagni di squadra. I jolly restano sempre fuori dal traffico centrale, fornendo appoggi laterali per cambiare fronte di gioco o alleggerire la pressione.
La squadra che attacca può utilizzare i due jolly in qualsiasi momento, costruendo di fatto una situazione di 5 contro 3 a proprio favore. I giocatori sono chiamati a manipolare la linea difensiva avversaria tramite passaggi rapidi, movimenti di taglio e cambi di lato, fino a quando tutti i componenti della squadra in possesso hanno toccato la palla almeno una volta nella stessa azione. Solo da quel momento scatta il permesso di “andare in meta”.
La meta viene realizzata in due modi:
- conducendo palla in uno dei rettangoli di meta avversari dopo aver superato la pressione;
- oppure eseguendo un passaggio filtrante o un servizio in ampiezza per un compagno che si muove dentro l’area di meta.
Dopo che tutta la squadra ha partecipato al possesso, il giocatore che entra in meta è autorizzato a usare tocchi liberi, così da accentuare il duello individuale 1 contro 1 con l’ultimo difendente o la difesa che scivola. Se la palla viene persa, immediatamente scatta una transizione: le parti si invertono e la squadra che ha recuperato il pallone ha l’opportunità di sfruttare a sua volta il sovrannumero con i jolly, cercando di andare rapidamente in meta prima che gli avversari si riorganizzino.

AREA DI GIOCO
Il riferimento standard è un quadrato di 20×20 metri, da adattare in funzione della categoria e del livello tecnico-tattico:
- Esordienti: mantenere i 20×20 ma valutare un leggero allargamento della zona centrale per ridurre la pressione iniziale.
- Giovanissimi e Allievi: 20×20 è ideale, con zona centrale ben definita per creare densità e favorire decisioni rapide.
- Juniores e Prima Squadra: si può ridurre a 18×18 per aumentare velocità di gioco, densità e intensità del pressing.
La chiara suddivisione in zona centrale e due aree di meta permette ai giocatori di legare il concetto di possesso a quello di “guadagnare metri”, proprio come avviene nel contesto reale di partita quando si cerca di superare linee di pressione per entrare tra le linee o alle spalle della difesa.
REGOLE
- I giocatori della squadra in possesso hanno un massimo di due tocchi, salvo diverse indicazioni per categoria.
- I jolly possono giocare con tocchi liberi o vincolati a uno/due tocchi a seconda dell’obiettivo della seduta.
- La meta è valida solo se, nella stessa azione, tutti i giocatori della squadra in possesso (compresi i jolly, se vuoi alzare il livello) hanno toccato il pallone.
- Una volta soddisfatta la condizione, il giocatore che entra in meta può utilizzare tocchi liberi per affrontare un eventuale 1 contro 1.
- Ogni meta vale 1 punto; si può introdurre un bonus di 2 punti per le mete realizzate dopo un cambio di lato effettuato tramite entrambi i jolly, per valorizzare la superiorità posizionale e la visione di gioco.
VARIANTI
Per adattare l’esercitazione dalla categoria Esordienti fino alla Prima Squadra si interviene su tocco, numero di jolly attivi e condizioni per la meta. Con i più giovani si può iniziare consentendo tre tocchi e permettendo la meta anche dopo che solo i tre giocatori interni hanno toccato la palla, così da favorire la fiducia nel possesso. Progressivamente, passando da Giovanissimi ad Allievi, si riducono i tocchi, si richiede il coinvolgimento anche dei jolly e si lavora maggiormente sulle traiettorie diagonali di passaggio e sui movimenti di smarcamento a sostegno e in profondità.
Per Juniores e Prima Squadra diventa interessante inserire vincoli legati alla direzionalità del possesso: ad esempio, obbligo di andare in meta dopo un minimo di due cambi fronte, oppure vincolo sul tipo di ricezione (orientata verso la porta, spalle alla porta con scarico su appoggio, ecc.). In questo modo la superiorità non è solo numerica, ma anche concettuale: la squadra in possesso deve dimostrare di saper manipolare spazio, tempo e riferimenti avversari.
ERRORI COMUNI
Ricerca affrettata della meta: molti giocatori, soprattutto nei settori giovanili, forzano la giocata verticale prima che tutti i compagni abbiano toccato il pallone, perdendo il senso dell’obiettivo. È utile fermare l’azione e far ripartire dal momento precedente all’errore, sottolineando l’importanza della pazienza nel possesso.
Jolly statici sulle linee: i jolly tendono a restare fermi in posizione, diventando prevedibili. Vanno incoraggiati a muoversi continuamente lungo la linea, offrendo angoli di passaggio diversi e rispettando le distanze.
Difesa piatta e passiva: la squadra in inferiorità a volte si limita ad accompagnare l’azione. Occorre richiamare la compattezza, le coperture interne e l’aggressione sul portatore quando la palla è “scoperta”.
Mancanza di comunicazione: se i giocatori non comunicano, la gestione del sovrannumero diventa caotica. Il richiamo costante a comandi chiari (“gira”, “dietro”, “cambia lato”, “entra”) aiuta a rendere l’esercizio più vicino alla partita.
CONSIGLI PER L' ALLENATORE
L’allenatore può sfruttare questo mezzo operativo per lavorare su molti aspetti contemporaneamente, ma è fondamentale selezionare uno o due focus per seduta, altrimenti il messaggio si disperde. In una fase della stagione si può puntare sull’uso dei jolly per uscire dal pressing e cambiare lato; in un altro momento, invece, sulla capacità della squadra di attaccare la profondità nel momento esatto in cui l’avversario è sbilanciato.
È utile osservare costantemente:
- le linee di passaggio create dai portatori e dai sostegni;
- la qualità dei primi controlli (orientati, aperti verso lo spazio utile);
- la postura del corpo prima di ricevere;
- i tempi di attacco della zona di meta, che devono essere collegati alla confusione creata nella difesa avversaria.
Dal punto di vista metodologico, l’esercizio si inserisce molto bene in un percorso di giochi di posizione e può essere collegato a sedute su small sided games più orientati alla finalizzazione. Collegare questo lavoro ad altri contenuti della stagione – come un’analisi video di situazioni reali di partita in cui la squadra riesce a sfruttare il vantaggio numerico sulle corsie laterali – aiuta i giocatori a comprendere che ciò che accade nel quadrato dell’allenamento ha una ricaduta diretta nelle gare ufficiali.
Superiorità e jolly esterni: perché questo mezzo operativo funziona
L’utilizzo dei jolly esterni in un contesto di superiorità guidata è una scelta metodologica molto efficace perché riproduce, in forma semplificata, dinamiche tipiche del calcio moderno: l’esterno che rimane aperto per garantire ampiezza, il terzino che funge da regista laterale, la mezzala che si smarca tra le linee per ricevere e innescare la profondità.
Grazie alle aree di meta, i giocatori comprendono che mantenere il possesso non è fine a sé stesso, ma rappresenta un mezzo per spostare il blocco difensivo, creare varchi e poi colpire in modo verticale. La presenza del vincolo “tutti devono toccare palla” obbliga la squadra a rimanere connessa: chi è lontano dall’azione deve muoversi per farsi trovare, chi è vicino deve avere la pazienza di non forzare la giocata, pur mantenendo un ritmo alto di trasmissione.
Inoltre questo tipo di esercitazione consolida una superiorità cognitiva: i giocatori imparano a leggere prima, a prevedere cosa accadrà dopo il prossimo passaggio, a riconoscere il momento esatto in cui l’avversario è in ritardo e la meta diventa realmente attaccabile. Di conseguenza, quando la squadra ritrova situazioni simili in partita – ad esempio un 3 contro 2 sul lato con l’esterno alto pronto a entrare nello spazio – il gesto tecnico è già accompagnato da una scelta tattica allenata e condivisa.
Infine, il continuo alternarsi di possesso, perdita del pallone e riconquista rende l’esercizio ideale anche per lavorare sulle transizioni, sia positive che negative, senza dover cambiare organizzazione o materiali. Il risultato è un mezzo operativo semplice, flessibile, facilmente integrabile in qualsiasi microciclo e capace di fornire un impatto concreto sulla qualità del gioco di squadra, dalla categoria Esordienti fino alla Prima Squadra.