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1 contro 1 portiere: esercizio con difficoltà percettiva

Il 1 contro 1 portiere è una situazione ad altissima densità decisionale: in pochi istanti l’estremo difensore deve leggere lato, distanza e velocità della palla, quindi scegliere se uscire, restare in piedi o opporsi a terra. L’esercitazione che propongo nasce per simulare una gara reale: prima una parata in spostamento laterale su tiro improvviso, poi l’immediata transizione nel duello 1v1. In questo modo, oltre alla tecnica pura, alleniamo percezione, tempi di scelta e posizionamento sulla bisettrice, elementi che nel calcio determinano la differenza fra gol subito e intervento risolutivo.

OBIETTIVO

Scopo dell’esercitazione è migliorare la risposta del portiere in condizioni di incertezza. Il primo stimolo è un tiro deciso all’ultimo istante che costringe il numero uno a uno spostamento laterale esplosivo e a una respinta controllata; il secondo è il tu per tu con l’attaccante, che obbliga a gestire distanze, postura e angoli di copertura. Di conseguenza, il portiere consolida la competenza di stare in asse con la palla, abbassare il baricentro, muovere i piedi con passi corti e reattivi e, soprattutto, ritardare la scelta dell’avversario guidandolo verso la zona meno pericolosa. L’allenamento stimola anche attenzione, concentrazione e capacità di rialzarsi rapidamente dopo una respinta, competenze decisive nelle seconde palle.

DURATA

GIOVANISSIMI, ALLIEVI, JUNIORES, PRIMA SQUADRA: tempo totale circa 20’30”; 5 serie x 3 ripetizioni da 30'' ciascuna; 30'' di recupero tra una ripetizione e l'altra. 2' di recupero tra una serie e l'altra.

L’intensità è alta: se la qualità tecnica cala, allunga i recuperi o riduci di una serie.

MATERIALE

1 porta regolamentare; 4 coni; 3 cinesini; 2 sagome; Palloni.

GIOCATORI

Quattro portieri è la configurazione ideale: P1 un portiere difende la porta, P2 un portiere funge per il tiro, P3 e P4 attaccano in 1v1. In alternativa, mantieni 1 portiere e usa 2 giocatori di movimento come attaccanti per l'1v1 più il mister che procede al tiro.

Descrizione

Si lavora nell’area di rigore di un campo regolamentare. Il PORTIERE è in porta; due sagome poste centralmente a 7–9 metri dalla linea di porta che simulano i difendenti coprendo una finestra visiva. Il giocatore alla postazione P2, con palla al limite della lunetta, riceve un passaggio con le mani dal PORTIERE e, senza preavviso, decide se calciare a destra o a sinistra. Il PORTIERE esegue uno spostamento laterale e tenta il blocco oppure una respinta laterale controllata.

Subito dopo l’intervento, senza pause, il PORTIERE deve rialzarsi ed andare a destra o a sinistra in base a dove è stata calciata la palla per fronteggiare l’1v1 con i giocatori in postazione P3 e postazione P4. Parte quindi l’attaccante del lato della conclusione o della respinta.

L’attaccante entra palla al piede e ha massimo 5’’ per finalizzare. Il portiere, correndo sulla bisettrice (asse palla–centro porta), accorcia con passi corti, abbassa il baricentro e cerca di indirizzare l’avversario verso l’esterno. Se il controllo scappa lungo, attacca palla e si lascia cadere lateralmente sul ginocchio interno mantenendo l’altra gamba distesa di lato, in modo da creare con gambe e tronco una sorta di “K” maiuscola. L’azione termina con gol, parata con blocco, respinta oltre la zona di sicurezza o palla fuori. Nel caso ci siano 4 portieri al termine si ruota: P1 → P2, P2 → P3, P3 → P4, P4 → P1.

AREA DI GIOCO

  • Area di rigore come spazio di riferimento (circa 16,5 × 40 m)
  • Sagome a 7–9 m dalla porta; P2 sulla lunetta (16–18 m)
  • Corridoi laterali con coni per gli ingressi di P3 e P4.

REGOLE

  • P2 può calciare di prima o dopo controllo per variare il tempo percettivo.
  • P3/P4 devono concludere entro 5’’ dall’ingresso; vietati contrasti imprudenti sul portiere.
  • Punteggio opzionale: +2 per blocco, +1 per respinta efficace, +1 per 1v1 neutralizzato, −1 per gol subito.

VARIANTI

Per introdurre la progressione, comincia con lato di tiro annunciato e 1v1 senza rimbalzi. Successivamente, rendi coperta la palla al tiro, inserisci rimbalzi o traiettorie mascherate e, infine, ritarda la chiamata dell’attaccante così da aumentare l’incertezza. Un’ulteriore variante prevede una palla contesa: P2 serve una palla nello spazio fra portiere e attaccante e vince chi arriva prima, costringendo P1 a leggere tempo-distanza e a scegliere se uscire o aspettare. Per i più esperti puoi aggiungere un difensore passivo che ostacola l’attaccante: il portiere dovrà coordinarsi sulla linea di copertura scegliendo la miglior uscita bassa 1v1 in relazione al tocco dell’avversario.

ERRORI COMUNI

  • Tuffo anticipato: il portiere si “butta” prima del tocco di definizione. Correzione: ritarda la scelta, usa passi corti e resta in piedi finché possibile.
  • Fuori bisettrice: portiere spostato rispetto all’asse palla–porta. Correzione: micro-aggiustamenti continui e riferimento visivo al centro porta (Bisettrice).
  • Baricentro alto nell’1v1: ginocchia distese e tronco arretrato. Correzione: baricentro basso, mani attive avanti al corpo.
  • Rialzo lento dopo la respinta: si perde la seconda palla. Correzione: si usa la spinta del piede d’appoggio e della mano per portarsi rapidamente di nuovo in posizione eretta e sguardo subito sulla palla.

CONSIGLI PER L' ALLENATORE

Allena parole chiave chiare e ripetibili: passi corti, bisettrice, resta in piedi, attacca palla. Procedi dal semplice al complesso, quindi dal lato annunciato al tiro mascherato con rimbalzo, perché l’obiettivo è far emergere tempi di uscita stabili prima di aggiungere rumore percettivo. Durante il duello, guida il portiere a ridurre spazio e tempo all’attaccante: prima controlla l’asse, poi la distanza, infine la scelta tecnica di opposizione. Usa metriche pratiche per leggere i progressi: percentuale di 1v1 vinti, tempo di rialzo dopo respinta, gol concessi per lato (dx/sx) per evidenziare eventuali asimmetrie. Infine, integra la seduta con esercizi brevi su forza reattiva e rapidità laterale, poiché queste qualità sostengono la tecnica e riducono gli errori nelle fasi ad alta intensità.

1 contro 1 portiere: dal tempo di uscita alla chiusura dell’angolo

Nel 1 contro 1 portiere la priorità è ritardare e indirizzare la decisione dell’attaccante. Per riuscirci, il portiere deve correre sulla bisettrice, mantenere il corpo attivo e accorciare con passi corti fino a una distanza in cui può intervenire sul tocco lungo. Quando l’avversario protegge la palla, è preferibile restare in piedi e coprire l’angolo con le mani avanzate; quando invece allunga, è il momento di attaccare palla con il blocco a forma di k visto in precedenza o scivolata, sempre proteggendo viso e spalle. Inoltre, la visione periferica aiuta ad anticipare tocchi e finte, mentre la gestione del tempo di reazione (allenabile con stimoli variabili) incide direttamente sulle percentuali di salvataggio. In conclusione, il lavoro combinato tiro improvviso + 1v1 costruisce abitudini robuste e trasferibili alla partita, perché obbliga a leggere, decidere e agire in sequenza senza soluzione di continuità.

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