Quante volte la tua squadra esce bene dalla prima pressione e poi si ferma? Il pallone gira, i giocatori vengono incontro, ma nessuno attacca lo spazio alle spalle della linea difensiva. La partita a tema attacco della profondità nasce proprio per collegare questi due momenti: l'uscita pulita dei difensori centrali e la ricerca del passaggio filtrante per chi si inserisce senza palla.
È un 10 contro 10 con portieri su campo intero, costruito per allenare in un unico gioco tre comportamenti che in partita si susseguono in pochi secondi: battere l'attaccante che pressa con un 2 contro 1 in uscita, consolidare il possesso in superiorità numerica e scegliere il momento giusto per verticalizzare. Quando la palla viene persa, la squadra deve riaggredire subito, perché gli avversari fanno punto con 5 passaggi consecutivi.
Se alleni una squadra giovanile agonistica o una Prima Squadra e vuoi che la costruzione dal basso porti davvero a una giocata pericolosa, qui trovi organizzazione, regole, varianti, errori da correggere e tempi di lavoro per ogni categoria.
Video: partita a tema attacco della profondità spiegata passo passo
Guarda l'esercitazione spiegata in pochi minuti; sotto trovi tempi per categoria, varianti ed errori da correggere.
Indice dei contenuti
Scheda tecnica
Categorie
Obiettivo principale
Usare la superiorità conquistata in uscita dal basso per servire con un filtrante il compagno che attacca la profondità.
Durata per categoria
Giocatori
- • Squadra blu (10): 2 difensori centrali, 2 terzini, 3 centrocampisti, 2 esterni e 1 attaccante centrale
- • Squadra rossa (10): 2 difensori centrali, 2 terzini, 3 centrocampisti, 2 esterni e 1 attaccante centrale
- • 2 portieri: uno per porta, avviano ogni azione servendo i centrali e tengono un pallone di scorta in porta
Materiale
- • 2 porte regolamentari
- • 12 palloni (6 per porta)
- • 10 casacche
- • 20 cinesini per delimitare il rettangolo centrale
Area di gioco
- • Prima Squadra, Juniores e Allievi: campo intero di circa 100 × 65 metri
- • Giovanissimi: campo di circa 90 × 58 metri
- • Rettangolo centrale: circa 60 × 55 metri (Giovanissimi circa 52 × 48 metri), tra le due lunette
- • Zone di costruzione e di profondità: le due fasce tra i lati corti del rettangolo e le linee di fondo, profonde circa 20 metri (Giovanissimi circa 19 metri)
- • Corridoi laterali esterni al rettangolo: fuori gioco per chi non ha palla, nessuno può sostarvi
- • 2 porte regolamentari sulle linee di fondo
OBIETTIVO
La finalità primaria è trasformare l'uscita dal basso in un attacco dello spazio in profondità, passando per un possesso palla consolidato in superiorità numerica. Il gioco parte sempre da una situazione precisa: due difensori centrali contro un attaccante. In questo 2 contro 1 i centrali imparano a distanziarsi, a muovere la palla per spostare il pressatore e a entrare in conduzione nell'istante in cui l'attaccante resta tagliato fuori.
Una volta dentro il rettangolo centrale la squadra in possesso gioca un 10 contro 9. La superiorità non serve a tenere palla all'infinito, ma a costruire le condizioni per il passaggio filtrante: circolazione per attirare gli avversari, lettura della linea difensiva, tempo dell'inserimento senza palla, che deve nascere da una corsa e mai da fermo.
Tra gli obiettivi secondari ci sono la riaggressione immediata dopo la perdita del pallone e, per chi difende, la capacità di consolidare il possesso appena recuperato prima di ripartire. La trasferibilità in partita è altissima, perché il gioco riproduce la sequenza reale di una manovra offensiva: uscita, consolidamento, rifinitura, transizione. Dal punto di vista metodologico si inserisce nel modello di gioco di chi vuole costruire dal basso senza rinunciare alla verticalità.
DESCRIZIONE
Il gioco si svolge su un campo intero con due porte regolamentari e due portieri. Al centro si delimita con i cinesini un grande rettangolo di circa 60 × 55 metri, che va da poco oltre la lunetta di un'area fino alla lunetta opposta. Le due fasce rimaste tra i lati corti del rettangolo e le linee di fondo, profonde circa 20 metri, hanno una doppia funzione: per la squadra che imposta sono la zona di costruzione, per la squadra che attacca diventano la zona di profondità da conquistare con l'inserimento.
Le squadre sono due da 10 giocatori di movimento più il portiere, disposte con una struttura riconoscibile da calcio a 11: due difensori centrali, due terzini, tre centrocampisti, due esterni e un attaccante centrale. All'avvio di ogni azione tutti stanno dentro il rettangolo, tranne i due centrali della squadra che costruisce, che si aprono nella propria zona di costruzione.
L'azione parte dal portiere, che serve uno dei due centrali. L'attaccante centrale avversario esce subito dal rettangolo per pressarli: si crea un 2 contro 1 in uscita, mentre nel rettangolo restano 8 giocatori della squadra in possesso contro 9 avversari. I centrali si scambiano il pallone per spostare l'attaccante, che prova a schermare la linea di passaggio con una corsa curva. Appena uno dei due trova lo spazio, entra in conduzione nel rettangolo e da quel momento la sfida diventa un 10 contro 9, con l'attaccante tagliato fuori. Il secondo centrale resta dietro come appoggio e può ricevere un passaggio all'indietro dentro la zona di costruzione.
Dentro il rettangolo la squadra in possesso fa circolare il pallone per attirare gli avversari e aprire una linea di passaggio verso lo spazio alle spalle della difesa. Il punto arriva quando un compagno si inserisce in corsa nella zona di profondità avversaria e riceve e controlla il passaggio filtrante. Nessuno può sostare in quella zona prima del passaggio e vale il fuorigioco sulla linea del rettangolo: chi parte in anticipo vanifica l'azione.
Se la squadra che difende recupera palla, fa punto consolidando il possesso con 5 passaggi consecutivi dentro il rettangolo, mentre chi l'ha persa deve riaggredire immediatamente. Dopo ogni punto, o quando il pallone esce, l'azione riparte dalla costruzione bassa: i due centrali della squadra che riparte escono nella zona di costruzione, il portiere li serve e un attaccante avversario va a contrastarli.
Il principio metodologico è chiaro: la superiorità numerica conquistata in uscita va usata per arrivare in profondità, non per accumulare passaggi. Gesto tecnico, scelta e ritmo sono legati in ogni fase: conduzione per fissare il pressatore, circolazione per attirare la pressione, filtrante e inserimento sincronizzati per colpire lo spazio.

REGOLE
- L'azione parte sempre dal portiere, che serve uno dei due centrali nella zona di costruzione. Ogni portiere tiene un pallone di scorta in porta per ripartire senza tempi morti.
- Nella zona di costruzione entrano solo i due centrali della squadra in possesso e l'attaccante centrale avversario: è un 2 contro 1.
- Solo il centrale che entra in conduzione passa nel rettangolo. L'altro resta nella zona di costruzione come appoggio e può ricevere un passaggio all'indietro.
- Dopo l'ingresso in conduzione l'attaccante che ha pressato non rientra nel rettangolo: la squadra in possesso gioca 10 contro 9.
- 1 punto alla squadra in possesso quando un compagno, inserito in corsa nella zona di profondità avversaria, riceve e controlla il passaggio filtrante.
- Nessun giocatore può sostare nella zona di profondità prima del passaggio: si entra solo in corsa sul filtrante. Vale il fuorigioco sulla linea del rettangolo.
- 1 punto alla squadra che recupera palla e completa 5 passaggi consecutivi dentro il rettangolo. Chi perde palla riaggredisce subito.
- Dopo il punto in profondità riparte la squadra che ha difeso; dopo i 5 passaggi riparte la squadra che li ha completati; con palla fuori riparte la squadra che non l'ha toccata per ultima. Si riparte sempre dalla costruzione bassa con i due centrali.
- Tocchi liberi nella versione base.
VARIANTI
Punto doppio con conclusione in porta
Dopo la ricezione nella zona di profondità l'attaccante può proseguire e concludere contro il portiere: il gol vale 2 punti. Cambia la natura dell'azione, perché il controllo deve essere orientato verso la porta e il compagno più vicino deve accompagnare per l'eventuale ribattuta. È utile con Juniores e Prima Squadra per chiudere il lavoro con la finalizzazione e aumentare la pressione temporale sui difensori che rincorrono.
Massimo due tocchi nel rettangolo
Il limite di 2 tocchi per giocatore dentro il rettangolo obbliga a preparare la ricezione con un controllo orientato e ad anticipare la scelta. Il possesso diventa più rapido e la linea difensiva avversaria ha meno tempo per scalare. Si inserisce con Allievi, Juniores e Prima Squadra, lasciando tocchi liberi ai Giovanissimi.
Venti secondi per trovare la profondità
Dal momento in cui il centrale entra in conduzione, la squadra in possesso ha 20 secondi per servire l'inserimento; altrimenti la palla passa agli avversari, che ripartono dalla costruzione bassa. Il vincolo toglie spazio al possesso sterile e allena la ricerca attiva del momento per verticalizzare. È pensata per Juniores e Prima Squadra.
Riaggressione premiata
Se la squadra che ha perso palla la riconquista entro 5 secondi, ottiene 1 punto immediato. La variante rende misurabile la reazione alla perdita e spinge i giocatori più vicini al pallone ad attaccare subito il nuovo possessore invece di rientrare. Funziona con tutte le categorie, con un tempo di 6-7 secondi per i Giovanissimi.
Versione 8 contro 8 su campo ridotto
Con meno giocatori si toglie un centrocampista e un esterno per squadra e si riducono campo e rettangolo di circa il 15%. La logica resta identica: 2 contro 1 in uscita, 8 contro 7 nel rettangolo, filtrante sull'inserimento. È la soluzione per i gruppi ridotti e per i Giovanissimi al primo approccio.
ERRORI COMUNI
Centrali troppo stretti nel 2 contro 1
I due centrali restano vicini per paura di perdere palla e l'attaccante riesce a pressarli entrambi con una sola corsa. Ne nasce un'uscita forzata o un lancio lungo che rinuncia alla costruzione. Si corregge chiedendo ai centrali di aprirsi alla larghezza dell'area di rigore e di ricevere già orientati verso il rettangolo.
Ingresso in conduzione troppo lento
Il centrale riceve libero ma aspetta, controlla all'indietro o passa subito senza attirare nessuno: l'attaccante recupera la posizione e la superiorità svanisce. La conduzione deve essere decisa e puntare un avversario per fissarlo. Il feedback più efficace è semplice: se hai spazio davanti, porta palla.
Possesso sterile in superiorità
La squadra in 10 contro 9 si accontenta di far girare la palla in orizzontale, lontano dalla linea difensiva. Succede quando manca un riferimento chiaro sull'obiettivo del possesso. Va ricordato che ogni passaggio deve attirare un avversario o preparare il filtrante; se serve, si introduce il limite dei 20 secondi.
Inserimento da fermo o in anticipo
L'attaccante entra nella zona di profondità prima del passaggio o parte da fermo quando la palla è già in viaggio. Nel primo caso è fuorigioco, nel secondo arriva tardi e il difensore lo anticipa. Si lavora sul tempo: corsa che parte quando il portatore alza la testa e ha la linea libera, non prima.
Filtrante sui piedi invece che nello spazio
Il passaggio arriva sulla figura del compagno, che deve fermarsi per controllarlo e perde il vantaggio della corsa. L'errore nasce da una lettura statica del movimento. Il filtrante va giocato davanti all'inserimento, nello spazio che il compagno sta per occupare, con la forza giusta per essere controllato in corsa.
Nessuna riaggressione dopo la perdita
Dopo aver perso palla i giocatori si fermano a protestare o rientrano lentamente, e gli avversari completano i 5 passaggi senza pressione. È il segnale che il comportamento in transizione non è ancora un riflesso. Si interviene fermando subito il gioco al primo episodio e premiando la riconquista rapida con la variante dedicata.
CONSIGLI PER L'ALLENATORE
Osserva prima di tutto la qualità dell'uscita: distanza tra i centrali, orientamento del corpo alla ricezione, decisione nel portare palla. Se il 2 contro 1 non funziona, tutto il resto del gioco perde significato, quindi nelle prime azioni vale la pena fermarsi e sistemare le posizioni. Una volta che l'uscita è fluida, lascia giocare e intervieni solo sugli episodi che si ripetono.
Durante il possesso guarda la squadra senza palla: chi dà ampiezza, chi si propone tra le linee, chi prepara l'inserimento. I feedback più utili sono brevi e legati al momento: "attira", "ora dentro", "attacca lo spazio". Interrompi quando una situazione chiave viene sbagliata più volte, per esempio un inserimento sempre in anticipo; lascia correre quando l'errore è occasionale e la squadra sta già cercando la soluzione giusta.
Dosa l'intensità con i recuperi e i vincoli, non con la durata. Con i Giovanissimi riduci campo e rettangolo, tieni tocchi liberi e insisti sulla lettura dei tempi; con gli Allievi introduci i 2 tocchi; con Juniores e Prima Squadra accorcia i recuperi, aggiungi i 20 secondi per la profondità e il punto doppio con la conclusione. Se hai un numero di giocatori diverso dall'ideale, passa all'8 contro 8 o metti un jolly a favore della squadra in possesso, mantenendo sempre il 2 contro 1 in uscita.
Perché la partita a tema attacco della profondità cambia la tua costruzione dal basso
Molte squadre costruiscono dal basso con ordine ma senza un fine: escono dalla pressione e poi restituiscono il pallone con un possesso che non punge. La partita a tema attacco della profondità rimette la costruzione al servizio della verticalità. Ogni azione parte da un problema reale, il 2 contro 1 sull'attaccante, e finisce solo quando qualcuno ha colpito lo spazio alle spalle della difesa.
I vantaggi generali sono evidenti: continuità di gioco, densità di scelte, transizioni frequenti in entrambe le direzioni. Quelli specifici riguardano i ruoli. I centrali imparano a uscire con coraggio e a portare palla, i centrocampisti a muovere il pallone per attirare, gli esterni e l'attaccante a leggere il momento dell'inserimento, tutti a riaggredire appena il possesso si interrompe.
Nel modello di gioco questa esercitazione di attacco allo spazio diventa un ponte tra il lavoro sull'uscita e quello sulla rifinitura. Proposta con continuità, insegna alla squadra che la superiorità numerica conquistata in basso ha senso solo se porta in profondità, e che ogni pallone perso si recupera prima di tutto con la reazione immediata.
Domande frequenti su partita a tema attacco della profondità
Che cos'è una partita a tema attacco della profondità nel calcio?
La partita a tema attacco della profondità è un 10 contro 10 con portieri su campo intero. L'azione parte da un 2 contro 1 tra i due difensori centrali e l'attaccante avversario, prosegue con un possesso in superiorità numerica nel rettangolo centrale e si chiude con un passaggio filtrante per un compagno che si inserisce in corsa nella zona di profondità.
Per quali categorie è adatta questa partita a tema attacco della profondità?
La partita a tema attacco della profondità è adatta a Giovanissimi, Allievi, Juniores e Prima Squadra. Richiede una struttura posizionale da calcio a 11 e la lettura dei tempi di inserimento. Con i Giovanissimi si riducono campo e rettangolo e si allungano i recuperi; salendo di categoria aumentano intensità, velocità di esecuzione e vincoli sui tocchi.
Quanto deve durare l'esercitazione all'interno della seduta?
La durata è di 19-20 minuti a tempi continuativi in 3 serie. I Giovanissimi lavorano 3 serie da 5 minuti con 2 minuti di recupero, gli Allievi 3 da 5 minuti e 30 secondi con 1 minuto e 45 secondi, gli Juniores 3 da 5 minuti e 30 secondi con 1 minuto e 15 secondi, la Prima Squadra 3 da 6 minuti con 1 minuto.
Quanti giocatori e quale materiale servono?
Il numero ideale è 22 giocatori: due squadre da 10 più 2 portieri, con un minimo di 18 giocando 8 contro 8. Servono 2 porte regolamentari, 12 palloni divisi tra le due porte, 10 casacche per distinguere le squadre e circa 20 cinesini per delimitare il rettangolo centrale di 60 × 55 metri.
Quali sono gli errori più comuni da correggere?
Gli errori più frequenti sono i centrali troppo stretti nel 2 contro 1, l'ingresso in conduzione lento che lascia rientrare l'attaccante e il possesso sterile in superiorità. In fase di rifinitura pesano l'inserimento partito da fermo o in anticipo, il filtrante giocato sui piedi invece che nello spazio e la mancata riaggressione subito dopo la perdita del pallone.
Come rendere più difficile l'esercitazione per la Prima Squadra?
Con la Prima Squadra si limita il possesso a 2 tocchi nel rettangolo e si fissa un tempo massimo di 20 secondi dall'ingresso in conduzione per trovare la profondità. Si può aggiungere il punto doppio con la conclusione in porta contro il portiere e premiare la riaggressione riuscita entro 5 secondi. I recuperi scendono a 1 minuto tra le serie.
In quale momento della seduta inserire questa partita a tema?
Questa partita a tema va inserita nella fase centrale della seduta, dopo un'attivazione completa e un lavoro tecnico o un rondo che prepari la circolazione della palla. Richiede lucidità e intensità alte, quindi non va proposta a fine allenamento. Funziona bene a metà settimana, quando si prepara il piano di costruzione e di attacco della partita.
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