Nel lavoro per il portiere proponiamo un’esercitazione specifica per l’1v1 che insegna al numero uno a leggere l’angolo di copertura e a muoversi sulla bisettrice tra palla e porta. L’obiettivo non è “parare a istinto”, ma prendere posizione corretta in ogni istante, accorciare con tempi giusti e finalizzare la giocata con blocco, deviazione o uscita bassa. Il guardiano dei pali è continuamente sollecitato a scegliere se restare, fermare l’avversario o accompagnarlo verso una conclusione sfavorevole. Inoltre, grazie a una variante con conclusione immediata dell’allenatore, alleniamo reattività e transizione mentale dopo l’intervento.
OBIETTIVO
Scopo dell’esercitazione è migliorare la risposta del portiere nelle situazioni di 1 contro 1, lavorando su: orientamento del corpo, micro-spostamenti laterali, gestione della distanza dal pallone, scelta del tempo di uscita e posizionamento sulla bisettrice. Il lavoro abitua l’estremo difensore a:
- leggere la traiettoria e chiudere l’angolo mentre l’attaccante guida;
- rallentare l’avversario con postura bassa e mani attive, senza farsi saltare;
- decidere se e quando buttarsi sulla palla o restare in piedi;
- riattivarsi subito su una seconda palla/tiro imprevisto dell’allenatore.
DURATA
ESORDIENTI: tempo totale 12’; 1 serie da 3 ripetizioni × 3’; recupero 1’ tra le ripetizioni.
GIOVANISSIMI: tempo totale 15’; 1 serie da 3 ripetizioni × 4’; recupero 1’ tra le ripetizioni.
ALLIEVI: tempo totale 16’; 2 serie da 2 ripetizioni × 3’; recupero 1’ tra le ripetizioni e 2’ tra le serie.
JUNIORES: tempo totale 20’; 2 serie da 2 ripetizioni × 4’; recupero 1’ tra le ripetizioni e 2’ tra le serie.
PRIMA SQUADRA: tempo totale 17’; 3 serie da 2 ripetizioni × 2’; recupero 45’’ tra le ripetizioni e 90’’ tra le serie.
MATERIALE
10–12 palloni, 10–12 coni per corridoi e riferimenti di bisettrice, 2 mini-porte laterali, 1 porta regolamentare, 2–3 sagome/ostacoli bassi, casacche per distinguere i ruoli.
GIOCATORI
Esercizio ideale con 3 portieri in rotazione + allenatore dei portieri. Con gruppi numerosi, inserire 1–2 jolly di rifinitura che alimentano la sequenza di passaggi.
DESCRIZIONE
Si lavora nell’area di rigore. Il portiere 1 gioca corto su Portiere 2, che controlla orientato e serve Portiere 3 sul lato opposto. A questo punto il portiere 3 decide:
- Conduzione centrale tra due coni verso l’1v1 con portiere 1 e tentativo di gol nella porta grande.
- Conduzione esterna (fuori dal cancello di coni) e tiro in rapida successione verso una mini-porta laterale.
Il portiere 1 legge la situazione e si allinea alla bisettrice: accorcia con passi brevi e prova a chiudere spazi e tempi al portatore. Finita l’azione, l’allenatore calcia immediatamente verso la stessa porta per simulare la seconda conclusione: il numero uno deve rialzarsi e reagire. Rotazioni veloci: 1→2→3.
Variante d’avvio: l’azione parte con rimessa con le mani del portiere 1 su portiere 2, per curare precisione del fondamentale e tempi di pressione.

AREA DI GIOCO
Campo di lavoro nella metà offensiva con focus sull’area di rigore (circa 44×40 m). Disporre due corridoi di coni a 12–16 m dalla porta per guidare scelta “dentro/fuori”. Mini-porte a 6–8 m dalle corsie laterali.
REGOLE
- Portiere 3 sceglie la soluzione solo dopo il primo controllo (decisione in tempo reale).
- In caso di 1v1, Portiere 1 non scivola prima della perdita di controllo dell’attaccante.
- Gol valido nelle mini-porte solo se il tiro è eseguito entro due tocchi dopo l’uscita esterna.
- Dopo ogni azione l’allenatore conclude senza preavviso (seconda palla).
VARIANTI
Aumenta o riduci la larghezza dei corridoi per semplificare o meno la lettura dell’angolo. Con Allievi e oltre inserisci:
- Pressione di rientro di un difensore sagoma o giocatore per alterare la traiettoria;
- Palla coperta/scoperta: se l’attaccante ha palla scoperta, l’uomo tra i pali resta più profondo; con palla coperta può accorciare;
- Conclusione del mister di prima o dopo rimbalzo per cambiare la tecnica (blocco, respinta, deviazione).
ERRORI COMUNI
Molti numeri uno anticipano il tuffo e offrono il pallonetto; altri arretrano sulla linea perdendo tempo di impatto. Inoltre, la corsa d’uscita spesso è frontale: così si apre l’angolo interno. Correzione: postura bassa ma attiva, ginocchia flessibili, mani pronte e micro-passi laterali per rimanere sulla bisettrice. Infine, dopo l’intervento, il portiere tende a “spegnersi”: abitualo a ripartire visivamente (palla–avversario–porta) e a cercare subito il nuovo centro.
CONSIGLI PER L’ ALLENATORE
Guida la lettura con indicazioni semplici: “palla coperta → accorcio; palla scoperta → contengo”. Chiedi chiamate vocali per gestire tempi e sicurezza. Cronometra le ripetizioni e mantieni densità alta (30–45’’ di lavoro reale dentro ogni ripetizione) per allenare decisione sotto fatica. Alterna sequenze “dentro/fuori” per evitare abitudini. Riprendi con video breve e rivedi linea dei piedi rispetto alla palla: spesso racconta più della parata.
Portiere: padroneggiare la bisettrice nell’1v1
Imparare a stare sulla bisettrice significa semplificare la complessità dell’1v1. Il portiere di calcio deve allineare naso-palla-centro porta, usare passi d’aggiustamento per restare equidistante dai due lati utili al tiro e accorciare solo quando la postura dell’attaccante indica controllo imperfetto o tocco lungo. Così, il guardiano dei pali riduce drasticamente la superficie utile all’avversario e guadagna tempo per l’intervento. Inoltre, la seconda conclusione immediata lo educa a riaccendere l’attenzione dopo ogni parata, competenza che spesso decide il risultato. In definitiva, padroneggiare la bisettrice rende il numero uno più efficace, più calmo e più dominante nell’area.





