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Esercitazione ampiezza e profondità: verticalizzare o tenere palla

Allena la squadra a scegliere tra verticalizzare e allargare il gioco

Quante volte hai visto la tua squadra conquistare palla a centrocampo e poi restituirla subito, con un lancio frettoloso verso un attaccante già marcato o con una serie di passaggi orizzontali senza meta? L'esercitazione ampiezza e profondità che presentiamo nasce proprio per risolvere questo problema: insegnare ai giocatori a riconoscere quando il gioco chiede di attaccare lo spazio in verticale e quando, invece, conviene allargare, conservare il possesso e far correre l'avversario.

Si tratta di un gioco situazionale a obiettivi opposti: una squadra lavora per servire gli attaccanti tra le linee e andare in porta, l'altra, appena recupera il pallone, deve gestirlo in superiorità numerica e trovare entrambi i compagni sistemati sulle fasce. In pochi minuti di lavoro i giocatori vivono continuamente il passaggio dall'una all'altra fase, con un carico decisionale molto vicino a quello della partita.

Nelle prossime sezioni trovi tempi per categoria, organizzazione dello spazio, regole, varianti progressive, errori da correggere e consigli pratici per gestirla al meglio, dal settore giovanile agonistico fino alla Prima Squadra.

Video: circuito di coordinazione con tiro in porta spiegato passo passo

Guarda l’esercitazione spiegata in pochi minuti; sotto trovi tempi per categoria, varianti ed errori da correggere.

Indice dei contenuti
Indice

Scheda tecnica

TipologiaGioco situazionale
Durata20-21 mintempi continuativi
Giocatori15 idealiminimo 12
Fase della sedutaFase centrale

Categorie

GiovanissimiAllieviJunioresPrima Squadra

Obiettivo principale

Scegliere tra verticalizzazione e ampiezza in base alla pressione avversaria e reagire subito nelle transizioni

Durata per categoria

GiovanissimiUnder 1520min
Giovanissimi: tempo totale 20 minuti; 4 serie da 4 minuti; recupero 1 minuto e 20 secondi tra le serie.
AllieviUnder 1721min
Allievi: tempo totale 21 minuti; 4 serie da 4 minuti e 30 secondi; recupero 1 minuto tra le serie.
JunioresUnder 1920min
Juniores: tempo totale 20 minuti; 4 serie da 4 minuti e 30 secondi; recupero 40 secondi tra le serie.
Prima SquadraAdulti20min
Prima Squadra: tempo totale 20 minuti; 5 serie da 3 minuti e 20 secondi; recupero 50 secondi tra le serie.

Giocatori

  • Squadra rossa (6): 4 nel quadrato centrale e 2 attaccanti nella zona offensiva
  • Squadra blu (8): 4 nel quadrato, 2 difensori nella zona offensiva e 2 esterni larghi nei corridoi
  • 1 portiere, che partecipa al possesso blu dopo il recupero

Materiale

  • 1 porta regolamentare
  • 8-12 coni o delimitatori piatti
  • 4 cinesini colorati per i corridoi laterali
  • Casacche di due colori (6 rosse, 8 blu) più la maglia del portiere
  • 12-15 palloni a lato del quadrato
  • Fischietto e cronometro

Area di gioco

  • Metà campo regolamentare divisa in tre aree
  • Rettangolo centrale 35 × 25 m (30 × 22 m per i Giovanissimi), con il lato inferiore sulla linea di metà campo
  • Zona offensiva tra il quadrato e la porta, larga circa 40 m
  • Due corridoi laterali da 5-6 m, esterni al quadrato, delimitati dai cinesini colorati

OBIETTIVO

La finalità primaria di questo lavoro è sviluppare la capacità di scelta tra profondità e ampiezza in funzione di ciò che concede la difesa avversaria. La squadra in fase di attacco verticale deve imparare a muovere il pallone dentro uno spazio stretto e affollato finché non si apre una linea di passaggio pulita verso uno dei due attaccanti; la squadra che recupera deve invece capire che, in quel momento, la priorità non è segnare subito ma mettere in sicurezza il possesso e usare tutta la larghezza del campo.

Tra gli obiettivi secondari spiccano la qualità del primo controllo orientato, la ricerca dell'uomo libero tra le linee, i movimenti complementari degli attaccanti (uno attacca la profondità, l'altro viene incontro), la difesa in inferiorità numerica nel 2 contro 2 con portiere e, soprattutto, le transizioni: ogni palla persa o recuperata ribalta immediatamente compiti e priorità, costringendo tutti a riorganizzarsi in pochi secondi.

La trasferibilità in partita è diretta. Il quadrato centrale riproduce la zona di centrocampo dove si decide se la manovra può accelerare; la zona offensiva ricrea l'ultimo terzo, con attaccanti e difensori impegnati in duelli reali; gli esterni larghi rappresentano i corridoi laterali che una squadra in possesso deve occupare per allargare il blocco avversario.

Dal punto di vista metodologico siamo nel campo dei giochi situazionali a obiettivi differenziati, una delle proposte più efficaci per allenare il possesso palla orientato: la tecnica non viene mai separata dalla decisione, e la decisione non viene mai separata dal contesto.

DESCRIZIONE

All'interno del quadrato centrale le due squadre si affrontano in un 4 contro 4 con obiettivi differenti. L'allenatore, posizionato sul lato del quadrato, serve il pallone alla squadra rossa, che ha un compito preciso: far arrivare la palla a uno dei due attaccanti piazzati nella zona offensiva, cercando la verticalizzazione nel momento giusto. I 4 blu nel quadrato difendono per chiudere le linee di passaggio centrali e provare a intercettare.

Quando un attaccante riceve, l'azione si trasferisce nella zona offensiva, dove si gioca un 2 contro 2 più portiere con l'obiettivo di finalizzare. Qui contano la qualità del controllo orientato, la protezione del pallone spalle alla porta, la combinazione rapida tra i due attaccanti (uno-due, sovrapposizione, scarico e attacco della profondità) e la conclusione entro pochi secondi, prima che i difensori possano riorganizzarsi.

Se il pallone viene intercettato dai difensori, dal portiere o dai blu che giocano dentro il quadrato, il contesto si ribalta completamente. La squadra blu passa in fase di mantenimento palla e si gioca un 8 contro 6: i 4 blu del quadrato, i 2 difensori e i 2 esterni larghi contro i 6 rossi, che devono reagire subito con un pressing aggressivo per riconquistare il pallone. Per ottenere il punto, la squadra blu deve servire entrambi gli esterni posizionati in ampiezza nella stessa azione, senza perdere il possesso.

Il principio metodologico è quello del contrasto di obiettivi: una squadra è premiata se gioca in verticale, l'altra se gioca in orizzontale e dilata il campo. Questo costringe ogni giocatore a chiedersi continuamente "dove si trova lo spazio libero adesso?". Ai rossi si chiede pazienza nel far circolare la palla finché la linea verso l'attaccante non è pulita, con corpo aperto e ricezione orientata verso la porta; ai blu si chiede, dopo il recupero, di non forzare la giocata ma di allargarsi subito, offrire linee di passaggio sicure e cambiare lato per arrivare al secondo esterno.

La relazione tra gesto tecnico, scelta e ritmo è costante. Un passaggio verticale giocato con il piede sbagliato o con un tempo di ritardo viene intercettato e regala il ribaltamento; un controllo a seguire verso l'esterno permette invece ai blu di uscire dalla pressione e accelerare il cambio di gioco. Il ritmo nasce dalla qualità tecnica, non dalla fretta.

Esercitazione ampiezza e profondità verticalizzare o tenere palla

REGOLE

  • Ogni azione parte dall'allenatore, che serve sempre la squadra rossa nel quadrato.
  • I giocatori nel quadrato non possono uscire durante la fase di verticalizzazione; attaccanti e difensori restano nella zona offensiva finché il pallone non viene recuperato.
  • La verticalizzazione è valida solo con passaggio rasoterra o a mezza altezza che arriva a un attaccante dentro la zona offensiva; nella zona offensiva vale il fuorigioco.
  • Gol della squadra rossa: 1 punto.
  • Quando i blu recuperano palla, le zone si aprono: attaccanti rossi e difensori blu possono rientrare per partecipare all'8 contro 6, mentre gli esterni blu restano nei loro corridoi.
  • Punto della squadra blu: 1 punto quando entrambi gli esterni ricevono il pallone nella stessa azione, senza che i rossi lo tocchino.
  • Se i rossi riconquistano palla durante la fase di mantenimento, possono ripartire subito verso la porta senza attendere un nuovo servizio.
  • Palla fuori o punto realizzato: l'allenatore serve immediatamente un nuovo pallone ai rossi nel quadrato.

VARIANTI

Inserimento di un centrocampista in zona offensiva

Si consente a un giocatore rosso del quadrato di accompagnare l'azione dopo la verticalizzazione. Davanti alla porta si crea così un 3 contro 2 più portiere, mentre nel quadrato i blu restano in 4 contro 3. La variante allena il tempo d'inserimento e la lettura della superiorità numerica, ma introduce un rischio calcolato: se la palla viene persa, i rossi devono difendere il mantenimento con un uomo in meno vicino al pallone. È particolarmente indicata per Allievi e Juniores, che devono imparare a bilanciare spinta e copertura.

Numero minimo di passaggi prima della verticalizzazione

I rossi devono completare un numero prestabilito di passaggi dentro il quadrato prima di poter servire un attaccante: 3 per i Giovanissimi, 5 per gli Allievi, 6 per Juniores e Prima Squadra. Il vincolo obbliga a muovere il blocco avversario prima di cercare la profondità, allenando la pazienza in possesso e l'occupazione razionale dello spazio. Ha senso inserirla quando la squadra tende a verticalizzare in modo frettoloso e prevedibile.

Tempo limite per finalizzare

Dal momento in cui l'attaccante riceve, la squadra rossa ha 8 secondi (6 per la Prima Squadra) per concludere. La variante alza la velocità di esecuzione nell'ultimo terzo, premia le combinazioni rapide e punisce il dribbling fine a se stesso. È ideale per Juniores e Prima Squadra, dove l'obiettivo è attaccare prima che la difesa si ricompatti.

Esterni a tocchi limitati

Gli esterni blu possono giocare al massimo a 2 tocchi. In questo modo la squadra in mantenimento non può affidarsi all'esterno come "parcheggio" del pallone, ma deve creare continuamente nuove linee di passaggio interne per raggiungere il lato opposto. La variante aumenta la complessità cognitiva ed è più adatta a Juniores e Prima Squadra.

Punto doppio con cambio di gioco diretto

Per la squadra blu il punto vale doppio se il secondo esterno viene raggiunto con un cambio di gioco diretto, senza appoggi intermedi. La variante stimola l'apertura del campo e la qualità del passaggio lungo, utile per tutte le categorie dai Giovanissimi in su, adattando la distanza dei corridoi alla forza di calcio dei giocatori.

ERRORI COMUNI

Verticalizzare senza linea di passaggio pulita

È l'errore più frequente: il giocatore rosso vede l'attaccante e prova la giocata anche quando c'è un avversario sulla traiettoria. Si verifica perché la verticalizzazione viene percepita come l'unico modo per fare punto. La conseguenza è un'intercettazione che regala ai blu il ribaltamento in superiorità numerica. Va corretto premiando la circolazione: si può inserire il numero minimo di passaggi o fermare il gioco brevemente per chiedere "dov'era il compagno libero?".

Attaccanti sulla stessa linea e senza movimenti complementari

I due attaccanti si posizionano affiancati e statici, rendendo facile la marcatura. Succede per mancanza di comunicazione e di abitudine ai movimenti contrapposti. Il risultato è che il passaggio verticale diventa leggibile e la ricezione avviene sempre spalle alla porta con pressione addosso. La correzione consiste nel chiedere sempre un movimento a venire incontro e uno ad attaccare la profondità, eventualmente dando un punto bonus quando la combinazione nasce da questi due movimenti.

Ricezione con il corpo chiuso

Nel quadrato molti giocatori ricevono con il corpo rivolto verso il passatore, perdendo il tempo per vedere l'attaccante. La conseguenza è una giocata in ritardo che permette ai blu di chiudere la linea. L'allenatore deve insistere sulla ricezione orientata e sulla scansione preventiva: guardare prima di ricevere, aprire il corpo, controllare a seguire.

Mancata reazione dopo la palla persa

I rossi, dopo l'intercettazione, abbassano l'intensità o protestano invece di aggredire. Questo trasforma l'8 contro 6 in un esercizio di possesso troppo facile per i blu e vanifica il lavoro sulle transizioni. Va corretto con una regola chiara, ad esempio che la riconquista entro 5 secondi vale un punto per i rossi, e con feedback immediati sull'atteggiamento.

Possesso blu concentrato al centro

Dopo il recupero, i blu continuano a giocare corto in mezzo al traffico invece di aprirsi verso gli esterni. Accade perché non riconoscono il cambio di obiettivo. La conseguenza è la perdita immediata del pallone sotto il pressing rosso. La correzione è insegnare la prima regola della fase di mantenimento: dopo il recupero, il primo passaggio va giocato fuori dalla zona di pressione, possibilmente verso l'esterno o all'indietro sul portiere.

Esterni statici e nascosti dietro l'avversario

L'esterno resta fermo nel corridoio, coperto da un rosso, e non offre una linea di passaggio. Si verifica quando il giocatore interpreta il ruolo come "attesa" anziché come "smarcamento". Il risultato è che la squadra blu non riesce a chiudere il punto. Va corretto chiedendo movimenti in profondità e incontro lungo il corridoio, sincronizzati con l'orientamento del portatore di palla.

CONSIGLI PER L'ALLENATORE

Cosa osservare. Il primo indicatore è la qualità della scelta, non solo il risultato. Osserva se i rossi verticalizzano quando la linea è davvero aperta, se gli attaccanti si muovono in modo complementare e se i blu, dopo il recupero, cercano subito l'ampiezza. Un secondo indicatore è la velocità di reazione nelle transizioni: conta quanti secondi passano tra la palla persa e il primo intervento in pressione.

Quando interrompere e quando lasciare giocare. Interrompi solo quando un errore si ripete e compromette il senso dell'esercitazione, ad esempio verticalizzazioni sistematicamente forzate o assenza di pressione dopo la palla persa. Per tutto il resto, lascia giocare e annota: il valore di questo lavoro sta proprio nella continuità dei ribaltamenti. Le correzioni più strutturate si fanno durante il recupero tra le serie, con domande brevi e mirate.

Quali feedback dare. Privilegia feedback interrogativi e sintetici: "Dove si poteva giocare?", "Chi era libero dall'altra parte?", "Quanto tempo hai impiegato a pressare?". Alterna rinforzi positivi immediati, quando una verticalizzazione nasce dopo una buona circolazione o quando un cambio di gioco trova il secondo esterno, a correzioni puntuali sui dettagli tecnici.

Come dosare intensità e complessità. Se una squadra prevale nettamente, riequilibra con le varianti: aumenta il numero minimo di passaggi se i rossi verticalizzano troppo facilmente, limita i tocchi degli esterni se i blu mantengono palla senza difficoltà, riduci le dimensioni del quadrato per alzare la pressione. Alterna i ruoli a ogni serie, così che tutti allenino entrambe le fasi.

Adattamenti per categoria. Con i Giovanissimi lavora sul quadrato di 30 × 22 m, numero di passaggi ridotto e regole semplici, privilegiando la comprensione del "perché" dietro ogni scelta. Con gli Allievi introduci l'inserimento del centrocampista e chiedi maggiore qualità nella ricezione orientata. Con gli Juniores aumenta i vincoli, inserisci il tempo limite per finalizzare e pretendi una riaggressione organizzata.

Prima Squadra: adattamenti specifici.

  • Intensità: blocchi più brevi con pressione immediata obbligatoria e riconquista entro 5 secondi premiata con punto.
  • Densità: quadrato ridotto a 30 × 22 metri, per aumentare la vicinanza degli avversari e la difficoltà di ricevere tra le linee.
  • Complessità cognitiva: combinare più vincoli contemporaneamente (6 passaggi minimi, esterni a 2 tocchi, punto doppio per il cambio di gioco diretto).
  • Velocità esecutiva: gioco a massimo 2 tocchi nel quadrato e conclusione entro 6 secondi dalla ricezione dell'attaccante.
  • Vincoli e tempi di gioco: 5 serie da 3 minuti e 20 secondi con recuperi brevi, per riprodurre la densità di azioni ad alta intensità tipica della gara.

Ampiezza e profondità: cosa cambia nel modello di gioco

Il vantaggio generale di questa proposta è che allena in un'unica situazione i due principi offensivi che ogni squadra deve saper alternare: attaccare la profondità quando l'avversario la concede e creare ampiezza quando c'è bisogno di respirare, proteggere il pallone e spostare il blocco difensivo. I giocatori non ricevono una regola rigida, ma imparano a leggere i segnali del contesto.

Tra i vantaggi specifici spiccano il miglioramento della ricezione orientata tra le linee, la sincronizzazione dei movimenti tra attaccanti, la gestione del possesso in superiorità numerica e la reattività nelle transizioni. Poiché ogni errore produce un ribaltamento immediato, i giocatori sviluppano anche una forte responsabilità individuale nella giocata: il passaggio rischioso ha un costo visibile e immediato.

Le ricadute sul modello di gioco sono concrete. Una squadra abituata a questo lavoro sa quando accelerare e quando rallentare, occupa con naturalezza i corridoi esterni dopo un recupero palla e smette di regalare il pallone con verticalizzazioni cieche. In partita questo si traduce in un possesso più consapevole, in transizioni positive più pulite e in una maggiore capacità di gestire i momenti della gara.

In sintesi, questo gioco a obiettivi opposti è uno strumento prezioso per l'allenatore che vuole costruire una squadra intelligente, capace di scegliere tra verticalità e ampiezza in base a ciò che succede in campo. Inseriscilo nella parte centrale della seduta, dopo l'attivazione tecnica e prima della partita a tema, e misura i progressi osservando la qualità delle scelte, non solo il numero di gol o di punti.

Domande frequenti su esercitazione ampiezza e profondità

Che cos'è un'esercitazione ampiezza e profondità nel calcio?

L'esercitazione ampiezza e profondità è un gioco situazionale a obiettivi opposti: una squadra cerca la verticalizzazione verso due attaccanti per andare in porta, l'altra, dopo il recupero, mantiene palla in 8 contro 6 e deve servire entrambi gli esterni larghi. Allena la scelta tra giocare in verticale e allargare il campo.

Per quali categorie è adatta questa esercitazione su ampiezza e profondità?

Questa esercitazione su ampiezza e profondità è adatta a Giovanissimi, Allievi, Juniores e Prima Squadra. Con i Giovanissimi si usano spazi più ampi e regole semplici, mentre salendo di categoria si riducono i recuperi e si aggiungono vincoli come tocchi limitati, passaggi minimi e tempo massimo per concludere.

Quanto deve durare l'esercitazione all'interno della seduta?

L'esercitazione dura circa 20 minuti complessivi, organizzati in tempi continuativi: ad esempio 4 serie da 4 minuti con 1 minuto e 20 secondi di recupero per i Giovanissimi, fino a 5 serie da 3 minuti e 20 secondi con 50 secondi di recupero per la Prima Squadra, per mantenere alta l'intensità.

Quanti giocatori e quale materiale servono?

Servono idealmente 15 giocatori: 6 rossi (4 nel quadrato e 2 attaccanti), 8 blu (4 nel quadrato, 2 difensori e 2 esterni) e un portiere. Il minimo è 12 giocatori. Il materiale comprende una porta regolamentare, 8-12 coni, cinesini colorati per i corridoi, casacche di due colori e 12-15 palloni.

Quali sono gli errori più comuni da correggere?

Gli errori più comuni sono la verticalizzazione forzata senza linea di passaggio pulita, gli attaccanti statici sulla stessa linea, la ricezione con il corpo chiuso e la mancata pressione dopo la palla persa. In fase di mantenimento, l'errore tipico è giocare corto al centro invece di aprirsi subito verso gli esterni.

Come rendere più difficile l'esercitazione per la Prima Squadra?

Per la Prima Squadra conviene ridurre il quadrato a 30 × 22 metri, imporre il gioco a massimo 2 tocchi, chiedere 6 passaggi prima di verticalizzare e concludere entro 6 secondi dalla ricezione. Si può anche premiare la riconquista entro 5 secondi e assegnare un punto doppio al cambio di gioco diretto.

In quale momento della seduta inserire questo gioco situazionale?

Questo gioco situazionale va inserito nella parte centrale della seduta, dopo il riscaldamento e un'attivazione tecnica su passaggio e ricezione orientata, e prima della partita a tema finale. In questa posizione i giocatori sono freschi per sostenere l'intensità delle transizioni e la concentrazione richiesta dalle scelte continue.