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Sviluppo Offensivo: Dal possesso stretto all’attacco in ampiezza

Creare superiorità numerica e finalizzare.

Nel calcio moderno, la capacità di alternare fasi di palleggio corto a improvvise verticalizzazioni o aperture sugli esterni è fondamentale per scardinare le difese chiuse. Spesso vediamo squadre che mantengono il possesso sterile senza mai trovare lo sbocco per la rifinitura.

Questa esercitazione, classificabile nella macro-area dello Sviluppo tattico e dei Giochi Condizionati, mira proprio a risolvere questo problema: obbliga i giocatori a consolidare il possesso in spazi stretti (attirando la pressione avversaria) per poi premiare il mantenimento della sfera con un'azione esplosiva in ampiezza, sfruttando i giocatori esterni (Jolly) e creando una chiara occasione da gol. È un mezzo operativo eccellente per allenare la "transizione cognitiva" dal mantenimento alla finalizzazione.

OBIETTIVO

L'obiettivo primario non è il semplice mantenimento del possesso, ma l'utilizzo dello stesso come esca per liberare spazi altrove. Attirando i difensori nel quadrato centrale, si crea inevitabilmente spazio sulle fasce. L'esercitazione lavora su due ritmi distinti: la pazienza nella gestione della palla (fase di preparazione) e la ferocia nell'attacco alla porta una volta attivato il Jolly (fase di finalizzazione). Inoltre, sollecita fortemente la transizione difensiva della squadra che perde il possesso, costretta a riorganizzarsi immediatamente in inferiorità numerica.

DURATA

Di seguito la gestione dei tempi differenziata per le categorie idonee. L'intensità deve essere medio-alta, simulando il ritmo gara.

  • GIOVANISSIMI: Tempo totale 22 minuti; 3 serie da 5 minuti; recupero 2 minuti passivi tra le serie.
  • ALLIEVI: Tempo totale 22 minuti; 3 serie da 6 minuti; recupero 1'30'' passivo tra le serie.
  • JUNIORES: Tempo totale 22 minuti; 3 serie da 6 minuti; recupero 1'30'' passivo tra le serie.
  • PRIMA SQUADRA: Tempo totale 20 minuti; 4 serie da 4 minuti (alta intensità); recupero 1 minuto passivo tra le serie.

MATERIALE

  • Palloni (scorta abbondante vicino al quadrato centrale).
  • 5 Casacche (3 di un colore per una squadra, 2 di colore diverso per i Jolly). Le casacche della seconda squadra interna non sono strettamente necessarie se hanno maglie diverse, ma consigliate.
  • 2 Porte regolamentari.
  • 4 Cinesini (per delimitare il quadrato centrale).

GIOCATORI

L'esercitazione coinvolge 10 giocatori attivi:

  • 2 Portieri.
  • 6 Giocatori di movimento nel quadrato centrale (divisi in due squadre da 3).
  • 2 Jolly esterni (posizionati sulle fasce laterali).

DESCRIZIONE

L'azione inizia sempre all'interno del quadrato centrale con un 3 contro 3. L'allenatore introduce il pallone favorendo una delle due squadre.

La squadra in possesso ha l'obiettivo di realizzare 10 passaggi consecutivi all'interno del perimetro ristretto (15x15m). Questa fase richiede smarcamento continuo, appoggi rapidi e protezione della palla. Gli avversari devono pressare per recuperare la sfera.

Nel momento in cui la squadra in possesso raggiunge il decimo passaggio (o un numero stabilito dall'allenatore), si sblocca la fase offensiva: possono trasmettere immediatamente la palla a uno dei due Jolly esterni.

Appena il Jolly riceve palla, il gioco si "apre" su tutta la metà campo:

  1. Il Jolly che riceve punta la porta o cerca il cross.
  2. L'altro Jolly (lato opposto) si inserisce per chiudere sul secondo palo.
  3. I 3 giocatori che hanno completato il possesso escono dal quadrato e attaccano l'area di rigore.
  4. I 3 difensori diventano difensori attivi a tutto campo.

Si genera così una situazione di Attacco contro Difesa 5 contro 3 (3 attaccanti + 2 Jolly vs 3 difensori + Portiere). L'azione termina con un gol, una parata, o se la difesa recupera la palla e riesce a riportarla nel quadrato centrale (o spazzarla, a seconda delle indicazioni).

Sviluppo Offensivo Dal possesso stretto all'attacco in ampiezza

AREA DI GIOCO

Si utilizza una metà campo regolamentare (circa 60x50 metri). Al centro esatto del campo viene predisposto un quadrato di 15x15 metri delimitato dai cinesini. Le due porte sono collocate al centro dei lati corti dell'area di gioco (fondocampo). I Jolly si posizionano a circa 15 metri a destra e sinistra del quadrato centrale, simulando la posizione di ali o terzini alti.

REGOLE

  • Tocchi nel quadrato: Obbligo di giocare a 2 tocchi (o 1 tocco per alzare la difficoltà in Prima Squadra) all'interno del 15x15m per velocizzare il pensiero.
  • Tocchi fuori dal quadrato: Tocchi liberi durante la fase di attacco alla porta (transizione).
  • Fuorigioco: Attivo solo nell'area di rigore o disattivato per favorire la fluidità (a discrezione del mister).
  • Rotazioni: Cambio delle squadre interne e dei Jolly al termine di ogni serie.

VARIANTI

Per adattare l'esercitazione al livello del gruppo o a specifici principi di gioco:

  • Riduzione del target: Per categorie più giovani (Giovanissimi) o se la tecnica non è eccelsa, ridurre i passaggi consecutivi a 6 o 8 per non rendere l'esercitazione frustrante e aumentare la frequenza delle uscite.
  • Obbligo di cross: Vincolare il Jolly a non poter rientrare e tirare, ma a dover obbligatoriamente crossare di prima o a due tocchi, allenando così i tempi di inserimento delle punte.
  • Jolly passivi/attivi: Inizialmente i Jolly possono giocare solo come sponde. Nella progressione, diventano attaccanti aggiunti (come descritto sopra).
  • Transizione negativa: Se i difensori recuperano palla durante il 5v3, possono segnare in porticine laterali o condurre palla oltre una linea di metà campo fittizia per ottenere un punto.

ERRORI COMUNI

  • Staticità nel quadrato: I giocatori tendono a fermarsi dopo il passaggio. In spazi stretti (15x15m) il movimento deve essere perpetuo (dai e vai, terzo uomo).
  • Jolly "spettatori": I giocatori esterni spesso si distraggono. Devono invece seguire il conteggio dei passaggi ed essere pronti a scattare o ricevere.
  • Attacco piatto: Una volta uscita la palla, i 3 attaccanti spesso corrono tutti dritti verso la porta in linea verticale. Devono invece scaglionarsi (primo palo, dischetto, rimorchio).
  • Transizione difensiva lenta: Chi perde il possesso spesso si lamenta invece di aggredire immediatamente o scappare verso la propria porta.

CONSIGLI PER L' ALLENATORE

Focalizzate l'osservazione sul cambio di ritmo. La chiave dell'esercitazione è la differenza di velocità tra il "tic-toc" del possesso nel quadrato e l'esplosività dell'uscita palla sul Jolly. Incitate i ragazzi a verticalizzare immediatamente al decimo passaggio, cogliendo la difesa avversaria in controtempo. Se attendono troppo, la difesa si riorganizza e il vantaggio spaziale svanisce. Inoltre, monitorate la qualità tecnica del passaggio di uscita: spesso, per la foga, viene sbagliato proprio il passaggio decisivo verso l'esterno.

Il Valore Tattico: Educare alla pazienza e all'Improvvisazione

Approfondendo l'aspetto metodologico, questo mezzo operativo è perfetto per insegnare ai giocatori che il possesso palla non è il fine, ma il mezzo. In molte partite, soprattutto contro blocchi bassi, è necessario muovere la palla per muovere gli avversari.

Il quadrato centrale funge da "magnete": costringe la squadra difendente a stringere le linee per fare densità in zona palla. Questo è esattamente ciò che l'attaccante vuole: liberare le corsie laterali. L'allenatore deve insistere sul concetto di attrazione e scarico. I giocatori imparano a gestire l'ansia del possesso sotto pressione, sapendo che se resistono e mantengono la qualità tecnica, verranno premiati con una situazione di grande vantaggio offensivo (5vs3). È un allenamento mentale, oltre che tecnico-tattico, fondamentale per le categorie dall'agonistica in su.

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