La propriocezione è la capacità del corpo di percepire posizione e movimento nello spazio; allenarla in modo ludico nei settori di base è strategico, soprattutto a fine seduta quando l’attenzione cala. Il Nascondino Inglese (il classico “1, 2, 3… stella!”) è un gioco semplice e a bassa intensità che combina equilibrio, stabilità e controllo posturale con un pizzico di competizione. Mentre i ragazzi si divertono, l’allenatore può consolidare consapevolezza corporea, gestione dei micro‑movimenti e capacità di arresto.
OBIETTIVO
L’obiettivo primario è migliorare equilibrio e propriocezione in situazione dinamica, curando arresti improvvisi, micro‑correzioni del baricentro e controllo dei segmenti (anca‑ginocchio‑caviglia). Contestualmente si allenano attenzione selettiva, tempi di reazione al segnale e focus sul compito, con una modalità piacevole e inclusiva che favorisce coesione del gruppo.
DURATA
PRIMI CALCI, PULCINI, ESORDIENTI: tempo totale 5–6’.
Serie: 1 (continua). Recupero: non necessario; eventualmente 1’ tra manche. Alternare sempre gamba di appoggio destra/sinistra.
MATERIALE
10–20 coni per delimitare Zona di Partenza, Linea di Meta e corsie, 2 colori di casacche (per differenziare gruppi o coppie), eventuali cinesini per corsie personali. Nessun pallone.
GIOCATORI
Da 8 a 20 giocatori di movimento. Ideale in gruppi ampi; si può lavorare su due file parallele per ridurre tempi morti.
DESCRIZIONE
In un rettangolo, tutti i giocatori partono nella zona di partenza in appoggio a un solo piede; con la mano afferrano il piede libero dietro la schiena (posizione “flamingo”) per aumentare l’impegno di stabilità. L’allenatore sta di spalle sulla linea di meta e scandisce ad alta voce: “1, 2, 3… stella!”. Finita la frase si gira: chi viene colto in movimento torna alla zona di partenza; chi resta immobile prosegue alla chiamata successiva avanzando solo con saltelli sull’unica gamba in appoggio. Vince il primo che tocca la meta.
Chiaramente per completezza, si consiglia di ripetere su entrambe le gambe, così da bilanciare gli stimoli neuromuscolari.

AREA DI GIOCO
Rettangolo 20×40 m (adattabile 15×30 m coi più piccoli). Traccia due linee trasversali a 15–25 m di distanza (Partenza e Meta) e, se necessario, corsie di 2 m per evitare contatti laterali.
REGOLE
- Avanzare solo con balzi sull’unica gamba in appoggio, tenendo il piede libero afferrato con la mano.
- Al segnale di “stop” (quando l’allenatore si gira) i giocatori devono congelarsi: oscillazioni ampie o passi extra valgono come movimento → ritorno alla partenza.
- Il tocco della Meta decreta il vincitore; si ricomincia subito, cambiando gamba.
VARIANTI
- A coppie “gamba‑gamba”: i due compagni si tengono per la caviglia della gamba sollevata; avanzano sincronizzati migliorando sincronizzazione e cooperazione.
- Percorso tecnico‑motorio: inserisci 2–3 “isole” (cinesini) in cui, all’annuncio successivo, si richiede un fermo su appoggio con rotazione del tronco (progressione propriocettiva).
- Cambio postura: sul primo “stop” mano sui fianchi; sul secondo mano sulla nuca; sul terzo braccia in alto (diversi vincoli → diverso controllo posturale).
- Livello avanzato (Giovanissimi): balzi antero‑posteriori o laterali ogni due annunci, mantenendo la posizione in congelamento.
ERRORI COMUNI
Tendenza a mollare il piede con la mano; ginocchio dell’appoggio che collassa verso l’interno; sguardo basso (perdita di orientamento); saltelli troppo ampi che portano a perdere l’assetto; mancata alternanza delle gambe. Correzioni: richiedi micro‑balzi, ginocchio sopra il 2º dito del piede, sguardo avanti, torace alto; imposta manche simmetriche dx/sx.
CONSIGLI PER L’ ALLENATORE
Prima di iniziare, mostra la postura corretta: caviglia “attiva”, ginocchio semiflesso, core in leggera tensione. All’inizio consenti 2–3 prove senza penalità per capire tempi e ritmi. Quindi, gestisci il tempo dell’annuncio (più lungo = avanzamenti maggiori; più corto = arresti più difficili), variando imprevedibilità e attenzione. Mantieni file distanziate per la sicurezza; nei gruppi numerosi crea due campi speculari. Infine, usa un tono di gioco ma cura vocabolario tecnico: “baricentro basso”, “appoggio stabile”, “blocca le braccia”, “fermo!”. Integra il gioco a fine seduta come defaticamento tra blocchi di lavoro coordinativo.
Controllo orientato: perché allenarlo con circuito di conduzione e passaggio
Questo gioco propone uno stimolo di propriocezione altamente specifico: l’atleta gestisce equilibrio, stabilità articolare e consapevolezza corporea mentre alterna fasi di accelerazione e arresto. Di conseguenza, si ottiene un miglior controllo dell’asse anca‑ginocchio‑caviglia, utile in prevenzione infortuni, e si educa il sistema nervoso a modulare i micro‑aggiustamenti posturali. Inoltre, la componente attentiva (“mi muovo/non mi muovo”) rinforza i tempi di reazione e la concentrazione sotto vincolo.
In concreto, introducilo 1–2 volte a settimana, 7–10 minuti totali, variando gamba, distanza e durata dell’annuncio. Infine, chiudi con respirazione nasale e 2’ di mobilità della caviglia: la transizione favorisce recupero e trasferimento motorio.





