Il gioco di posizione con superiorità numerica e attacco della meta è uno degli strumenti più completi a disposizione di un allenatore moderno. Unisce in un’unica proposta il lavoro sul possesso strutturato, la gestione delle transizioni e la finalizzazione dell’azione offensiva, rispondendo a una delle esigenze più concrete della programmazione settimanale: allenare il gioco reale senza frammentarlo in eccesso.
Questa esercitazione — un gioco di posizione 7 vs 5 con attacco della meta — è progettata per sviluppare la capacità della squadra in possesso di costruire pazientemente, mantenere la palla sotto pressione e poi liberare un compagno nella zona di meta con un passaggio di qualità. Al tempo stesso, stimola la squadra difendente a recuperare palla e ripartire con criterio, attraverso la figura del jolly basso come punto di riferimento organizzativo.
È una proposta adatta soprattutto a categorie che stanno sviluppando consapevolezza tattica collettiva: un lavoro prezioso per Giovanissimi, Allievi, Juniores e Prima Squadra, con le dovute modulazioni in intensità e vincoli decisionali.
OBIETTIVO
L’obiettivo primario di questa esercitazione è allenare il mantenimento del possesso orientato, ovvero la capacità della squadra di tenere la palla non in modo fine a sé stesso, ma con una direzione precisa: quella della zona di meta. Sette tocchi minimi prima di poter attaccare la meta non è un vincolo arbitrario: è un modo per obbligare i giocatori a costruire con qualità, resistendo alla tentazione di giocare in avanti prima del momento giusto.
Gli obiettivi secondari sono altrettanto significativi. Sul versante offensivo si lavora sulla mobilità interna, sugli smarcamenti in profondità, sulla qualità del passaggio filtrante e sulla combinazione rapida (uno-due). Sul versante difensivo, l’esercitazione allena la transizione negativa strutturata: dopo aver recuperato palla, la squadra non può attaccare direttamente ma deve appoggiarsi al jolly basso, imponendo un momento di riorganizzazione che simula ciò che accade in partita quando si recupera palla nella propria metà campo.
La regola della transizione immediata — che consente di attaccare la meta senza tocchi obbligatori se la palla viene recuperata prima che arrivi al jolly basso — introduce invece un elemento di lettura situazionale: i giocatori devono riconoscere quando la squadra avversaria è scoperta e agire con velocità.
Tutto questo si traduce in un lavoro che tocca simultaneamente la tattica collettiva, il decision-making individuale e la capacità di leggere le fasi di gioco.
DURATA
GIOVANISSIMI: tempo totale 15 minuti; 3 serie da 4 minuti di gioco; recupero 90 secondi tra le serie.
ALLIEVI: tempo totale 18 minuti; 3 serie da 5 minuti di gioco; recupero 75 secondi tra le serie.
JUNIORES: tempo totale 20 minuti; 3 serie da 6 minuti di gioco; recupero 60 secondi tra le serie.
PRIMA SQUADRA: tempo totale 20 minuti; 4 serie da 4–5 minuti di gioco ad alta intensità; recupero 45–60 secondi tra le serie. Per questa categoria si aumenta la velocità esecutiva richiesta, si stringono i tempi di decisione e si possono aggiungere vincoli aggiuntivi (tocchi limitati, obbligo di giocare verticale entro 3 passaggi).
MATERIALE
- Coni per delimitare il campo e la zona di meta
- Pettorine o casacche di tre colori (squadra in possesso, squadra difendente, jolly)
- Un pallone per ogni serie (con palloni di riserva ai bordi per la continuità del gioco)
- Campo con spazio sufficiente per una struttura rettangolare con zona aggiuntiva laterale o frontale
GIOCATORI
L’esercitazione richiede 12 giocatori nella sua forma base: 7 nella squadra in possesso (inclusi i due jolly), 5 nella squadra difendente. I due jolly hanno ruoli fissi — uno come difensore centrale basso (sostegno profondo), uno come centrocampista centrale (raccordo tra le linee) — e giocano sempre con la squadra in possesso, indipendentemente da chi detiene il pallone. Questo crea una superiorità strutturale di 7 contro 5 che simula le dinamiche reali di un possesso organizzato contro una squadra con linea difensiva e pressing.
Se il numero disponibile è inferiore, si può lavorare con 10 giocatori riducendo la squadra difendente a 4 elementi e mantenendo un solo jolly (preferibilmente il difensore basso). Con 14 o più giocatori si può aggiungere un secondo gruppo che osserva e si alterna ogni serie, favorendo anche momenti di analisi collettiva.
DESCRIZIONE
L’organizzazione iniziale prevede una squadra in possesso composta da cinque giocatori di movimento più i due jolly, dislocati in posizione su tutto il campo di gioco. La direzione del gioco è la stessa per entrambe le formazioni: si attacca sempre verso la zona di meta sul lato prestabilito.
La squadra in possesso deve costruire l’azione attraverso almeno sette tocchi consecutivi prima di poter tentare di inviare un compagno nella zona di meta. Questo passaggio può avvenire tramite un passaggio filtrante in profondità oppure attraverso una combinazione rapida uno-due con un compagno che si smarca verso l’area di meta. Il jolly posizionato come difensore centrale basso garantisce la sicurezza nella costruzione, offrendo sempre un’uscita in profondità di campo; il jolly centrocampista funge da snodo tecnico e da raccordo tra chi recupera palla e chi la porta avanti.
Quando la squadra difendente recupera il possesso, scatta una regola precisa: prima di poter attaccare la meta, deve obbligatoriamente restituire la palla al jolly basso. Questo vincolo simula il momento di transizione strutturata che si vive in partita quando si riconquista il pallone e si deve riorganizzarsi prima di verticalizzare.
Esiste tuttavia un’eccezione strategicamente rilevante: se la squadra difendente intercetta o recupera palla prima che questa raggiunga il jolly basso — ovvero quando è ancora alta nel campo di gioco — può attaccare direttamente la meta senza dover effettuare alcun tocco obbligatorio. Questa regola premia la pressione alta, la lettura anticipata delle linee di passaggio e la capacità di ripartire in velocità sfruttando la momentanea disorganizzazione avversaria.
Il ritmo dell’esercitazione deve essere sostenuto. L’allenatore rimette in gioco rapidamente i palloni usciti per mantenere alta la continuità e l’intensità cognitiva.

AREA DI GIOCO
Il campo è rettangolare, con dimensioni indicative di 30–40 metri in larghezza e 25–35 metri in lunghezza, adattabili in base alla categoria e al numero di giocatori. La zona di meta è collocata su uno dei lati corti ed è delimitata da coni: ha una profondità di circa 5–8 metri e si estende per tutta la larghezza del campo, oppure su una porzione centrale di essa.
Il campo principale è lo spazio in cui si svolge il possesso e il pressing. La zona di meta non è un’area di finalizzazione con porta: è una banda territoriale che un giocatore deve raggiungere con palla al piede o ricevere un passaggio al suo interno. Questo dettaglio è fondamentale per comprendere la logica dell’esercitazione: l’obiettivo non è segnare un gol, ma completare un’azione di progressione qualitativa.
I coni che delimitano il campo devono essere ben visibili. I jolly possono operare in tutto il campo o essere vincolati a specifiche zone (ad esempio il jolly basso entro la propria metà campo), a seconda dei vincoli che l’allenatore decide di inserire.
REGOLE
- La squadra in possesso deve completare almeno sette tocchi consecutivi prima di poter attaccare la meta.
- Un tocco è valido solo se la palla rimane in possesso della stessa squadra: ogni perdita di palla azzera il conteggio.
- Per attaccare la meta, il passaggio deve essere filtrante o in combinazione uno-due: non si può semplicemente spazzare la palla in avanti.
- Quando la squadra difendente recupera palla, deve servire obbligatoriamente il jolly basso prima di cercare la meta.
- Eccezione transizione: se il recupero avviene prima che la palla raggiunga il jolly basso, la squadra può attaccare la meta direttamente.
- I jolly giocano sempre con la squadra in possesso, indipendentemente da chi detiene la palla.
- La palla uscita dai limiti del campo è rimessa in gioco dall’allenatore immediatamente, senza interruzioni prolungate.
VARIANTI
Tocchi limitati Limitare a due o tre tocchi massimi per giocatore (esclusi i jolly) aumenta notevolmente la velocità di circolazione e obbliga i giocatori a prepararsi la ricezione, a leggere le posizioni dei compagni prima di ricevere e a muoversi senza palla in modo più razionale. È una variante adatta a Juniores e Prima Squadra, dove la qualità tecnica individuale consente di sostenere questo ritmo senza degenerare in imprecisione continua.
Jolly mobili con zona d’azione Anziché assegnare ai jolly una posizione fissa, si delimita per ciascuno una zona d’azione: il jolly basso opera solo nella metà campo difensiva, il jolly centrocampista può muoversi in tutto il campo tranne la zona di meta. Questo rende l’esercitazione più vicina alla realtà di una partita, dove i giocatori di riferimento devono spostarsi per offrirsi ma non possono essere ovunque. Adatta a Allievi e Juniores.
Meta con portiere In una progressione più avanzata, la zona di meta può essere sostituita da una porta con portiere: il giocatore che riceve nella zona di meta deve concludere a rete. Questo aggiunge l’elemento della finalizzazione e aumenta il carico emotivo dell’azione. Adatta a Juniores e Prima Squadra.
Riduzione numerica temporanea L’allenatore può estrarre temporaneamente un jolly dal gioco per 1–2 minuti, riducendo la superiorità e costringendo la squadra in possesso a soluzioni diverse. Questa variante allena la capacità di adattamento e la gestione delle difficoltà improvvise, ed è particolarmente utile nella fase avanzata della sessione quando i giocatori tendono ad automatizzare i movimenti.
ERRORI COMUNI
Conteggio passivo dei sette tocchi I giocatori eseguono meccanicamente i sette tocchi senza mai cercare la profondità. Il possesso diventa circolare e sterile. L’allenatore deve richiamare continuamente l’orientamento verso la meta: ogni tocco deve essere pensato in funzione del momento in cui si aprirà lo spazio per il passaggio decisivo.
Mancato utilizzo del jolly basso in transizione Quando la squadra difendente recupera palla, la tendenza naturale è quella di attaccare subito. Se questa non è la situazione di eccezione consentita dalle regole, i giocatori rischiano di violare il vincolo. L’allenatore deve insistere sulla corretta lettura della regola: il jolly basso va cercato attivamente, non evitato.
Jolly in posizione troppo passiva I giocatori designati come jolly, sentendosi in una posizione “protetta”, tendono a stazionare senza offrirsi attivamente. Questo riduce le linee di passaggio disponibili e penalizza la squadra in possesso. I jolly devono muoversi, abbassarsi per ricevere o allargarsi per creare ampiezza, esattamente come farebbero in partita.
Passaggio alla meta affrettato o impreciso Quando finalmente si raggiunge il settimo tocco, la pressione psicologica di “dover attaccare” porta a passaggi forzati o mal calibrati. L’allenatore deve lavorare sulla qualità del passaggio filtrante: timing, peso della palla, angolo di consegna. È il momento culminante dell’azione e non può essere lasciato al caso.
Pressing disorganizzato della squadra difendente La squadra difendente, sentendosi in inferiorità numerica, tende a pressare in modo dispersivo senza linee di riferimento. L’allenatore deve strutturare il pressing: definire quando andare sull’uomo, quando scalare, dove portare la palla.
CONSIGLI PER L’ ALLENATORE
La gestione di questa esercitazione richiede attenzione su due livelli contemporaneamente: la qualità del possesso e la velocità delle transizioni.
Quando lasciare giocare: nelle fasi in cui il possesso è fluido, le transizioni avvengono correttamente e i giocatori leggono in autonomia le situazioni di vantaggio, l’allenatore non deve interrompere. Il silenzio allenante è uno strumento prezioso: favorisce la responsabilizzazione e l’autonomia decisionale.
Quando interrompere: si ferma il gioco quando si verificano errori sistematici — non sporadici. Se il 70% delle azioni si conclude con un passaggio alla meta di scarsa qualità, vale la pena bloccare, mostrare e ripetere il concetto. Se la squadra difendente non applica mai correttamente la regola del jolly basso, si lavora specificamente su quel momento.
Feedback da privilegiare: i feedback migliori in questo contesto sono quelli anticipatori (“dove sei prima di ricevere?”) e orientativi (“cerca lo spazio sul lato debole”). Meno efficaci, invece, i feedback puramente correttivi dopo l’errore (“hai sbagliato il passaggio”), perché rallentano il ritmo cognitivo senza costruire comprensione.
Modulazione dell’intensità: per le categorie più giovani, iniziare con un numero di tocchi obbligatori inferiore (ad esempio cinque) e aumentare gradualmente. Per la Prima Squadra, si può aggiungere un limite temporale alla fase di possesso (ad esempio 20–25 secondi per completare i sette tocchi e attaccare la meta) per alzare ulteriormente la pressione cognitiva e il ritmo esecutivo.
Osservazione tattica: posizionarsi sul lato lungo del campo, non dentro il campo. Da quella posizione si vede la struttura complessiva: la posizione dei jolly, la forma della squadra in possesso, gli spazi che si aprono. Intervenire camminate lentamente verso la zona critica, non urlando da lontano.
Gioco di Posizione 7 vs 5: Un Modello per Allenare il Possesso Orientato alla Profondità
Il gioco di posizione 7 vs 5 con attacco della meta rappresenta una delle proposte metodologicamente più ricche che un allenatore possa inserire nella propria programmazione. La sua forza sta nell’integrazione organica di elementi che spesso vengono allenati separatamente: il possesso, la transizione, la finalizzazione.
Il vantaggio principale è la trasferibilità immediata in partita. Ogni meccanismo presente in questa esercitazione ha un corrispettivo diretto nel gioco reale: la superiorità numerica gestita dai jolly rispecchia il blocco difensivo a sostegno della manovra; la regola dei sette tocchi educa alla pazienza tattica; la transizione strutturata verso il jolly basso insegna a non perdere l’organizzazione dopo aver recuperato palla.
Sul piano del modello di gioco, questa proposta è coerente con una filosofia orientata al possesso con verticalizzazione, dove la squadra non cerca semplicemente di girare la palla ma di costruire la superiorità fino al momento giusto per giocare in profondità. È una scelta metodologica di alto profilo, che richiede giocatori intelligenti e allenati a leggere il campo.
Per l’allenatore, inserire regolarmente questo tipo di esercitazione nella settimana significa investire sulla cultura tattica del gruppo: i giocatori iniziano a capire perché si tiene la palla, quando si gioca in avanti e come si sfrutta la transizione come momento di vantaggio. Un patrimonio che si accumula partita dopo partita.





