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Esercitazione costruzione dal basso: dal play al tiro in porta

Leggere la pressione sul play e ribaltare il gioco fino al tiro

Molte squadre sanno uscire dal basso finché nessuno le disturba. Poi arriva il primo attaccante che si stringe sul vertice basso, il pallone torna indietro e la costruzione si spegne. Un'esercitazione costruzione dal basso davvero utile deve allenare proprio quel momento: capire se il play è libero o pressato e scegliere di conseguenza, senza perdere ritmo.

La proposta che trovi qui è un'attivazione tecnico tattica funzionale. I giocatori occupano le posizioni della partita, il pallone segue un flusso reale e una pressione passiva obbliga a leggere prima di giocare. Quando la palla arriva a centrocampo la direzione si inverte e un'altra unità attacca la porta con sponda, filtrante e tiro.

È pensata per allenatori di squadre a 11 che vogliono dare un'identità alla prima costruzione e, nello stesso tempo, attivare il gruppo con gesti tecnici che userà davvero la domenica. Più avanti trovi tempi per categoria, varianti, errori da correggere e i criteri per decidere quando alzare la difficoltà.

Molte squadre sanno uscire dal basso finché nessuno le disturba. Poi arriva il primo attaccante che si stringe sul vertice basso, il pallone torna indietro e la costruzione si spegne. Un'esercitazione costruzione dal basso davvero utile deve allenare proprio quel momento: capire se il play è libero o pressato e scegliere di conseguenza, senza perdere ritmo.

La proposta che trovi qui è un'attivazione tecnico tattica funzionale. I giocatori occupano le posizioni della partita, il pallone segue un flusso reale e una pressione passiva obbliga a leggere prima di giocare. Quando la palla arriva a centrocampo la direzione si inverte e un'altra unità attacca la porta con sponda, filtrante e tiro.

È pensata per allenatori di squadre a 11 che vogliono dare un'identità alla prima costruzione e, nello stesso tempo, attivare il gruppo con gesti tecnici che userà davvero la domenica. Più avanti trovi tempi per categoria, varianti, errori da correggere e i criteri per decidere quando alzare la difficoltà.

Video: esercitazione costruzione dal basso spiegata passo passo

Guarda l'esercitazione spiegata in pochi minuti; sotto trovi tempi per categoria, varianti ed errori da correggere.

Indice dei contenuti
Indice

Scheda tecnica

TipologiaEsercitazione analitica
Durata17-19 minmicro-ripetizioni
Giocatori11 idealiminimo 9
Fase della sedutaAttivazione e riscaldamento · Fase centrale

Categorie

GiovanissimiAllieviJunioresPrima Squadra

Obiettivo principale

Automatizzare una sequenza di costruzione dal basso che legge la pressione sul play e si chiude con sponda, filtrante e tiro

Durata per categoria

GiovanissimiUnder 1519min
Giovanissimi: tempo totale 19 minuti; 3 serie da 5 ripetizioni × 30; recupero 45 secondi tra le ripetizioni e 1 minuto e 15 secondi tra le serie.
AllieviUnder 1717min
Allievi: tempo totale 17 minuti; 3 serie da 6 ripetizioni × 25 secondi; recupero 30 secondi tra le ripetizioni e 1 minuto tra le serie.
JunioresUnder 1918min
Juniores: tempo totale 18 minuti; 4 serie da 5 ripetizioni × 25 secondi; recupero 25 secondi tra le ripetizioni e 1 minuto tra le serie.
Prima SquadraAdulti17min
Prima Squadra: tempo totale 17 minuti; 3 serie da 8 ripetizioni × 20 secondi; recupero 20 secondi tra le ripetizioni e 1 minuto tra le serie.

Giocatori

  • Squadra blu (6): 2 centrali (A e B), 1 terzino sinistro (C), 1 vertice basso (D), 1 interno sinistro (E), 1 in fila dietro ad A
  • Squadra rossa (4): 1 attaccante in pressione passiva sul vertice basso (D rosso), 1 giocatore a metà campo (F), 1 attaccante al limite della lunetta (G), 1 in fila dietro a F
  • 1 portiere: difende la porta nella fase di finalizzazione

Materiale

  • • 15 palloni
  • • 1 porta regolamentare
  • • 8 cinesini per segnare le postazioni
  • • 6 casacche blu
  • • 4 casacche rosse

Area di gioco

  • Area di gioco
  • • Giovanissimi: metà campo regolamentare con distanze tra le postazioni ridotte di circa il 20%
  • • Allievi, Juniores e Prima Squadra: metà campo regolamentare, circa 65 × 52 metri
  • • Porta regolamentare con portiere sulla linea di fondo
  • • A: al vertice della lunetta, in posizione centrale
  • • B: al limite dell'area, sul lato sinistro, a circa 15 metri da A
  • • C: largo sulla fascia sinistra, circa 10 metri più avanti di B
  • • D blu e D rosso: al centro-sinistra, a circa 30 metri dalla porta
  • • E: nel corridoio interno sinistro, a circa 40 metri dalla porta
  • • F: sulla linea di metà campo, in posizione centrale
  • • G: appena fuori dalla lunetta, sul centro-destra

OBIETTIVO

L'obiettivo principale è automatizzare una sequenza di uscita dal basso in cui ogni passaggio prepara il successivo e la scelta del vertice basso dipende dalla pressione che riceve. Non si tratta di imparare un percorso a memoria: il percorso è la base comune, la lettura è il vero contenuto.

Gli obiettivi secondari sono tecnici e tattici insieme. Il controllo orientato dei due centrali e del terzino, la qualità del passaggio sul piede giusto, la postura aperta del play prima di ricevere, la verticalizzazione sull'interno. Nella seconda fase entrano il gioco di sponda, l'attacco del terzo uomo, il filtrante e lo smarcamento in profondità di un attaccante che deve girare attorno a due difensori.

In partita il trasferimento è diretto. La prima fase riproduce la catena centrale, terzino, play e interno di una costruzione a due centrali; la seconda riproduce un attacco rapido dopo una palla lunga, con un riferimento che fa da sponda e un compagno che arriva da dietro. [Inserire link interno ad articolo correlato sul ruolo del vertice basso in costruzione]

Dal punto di vista metodologico è un'esercitazione analitica con opposizione passiva: il risultato non dipende dall'avversario, ma ogni scelta è condizionata da come l'avversario si posiziona. Per questo funziona come attivazione funzionale in una seduta dedicata alla costruzione o alla rifinitura.

DESCRIZIONE

Si lavora su metà campo regolamentare, con una porta e un portiere. Ogni postazione è segnata da un cinesino, così i giocatori ritrovano la loro posizione dopo ogni rotazione. I blu costruiscono partendo dalla propria porta verso centrocampo: A è il centrale e parte al vertice della lunetta con i palloni, B è l'altro centrale e si apre al limite dell'area sul lato sinistro, C è il terzino sinistro largo sulla fascia, D è il vertice basso al centro-sinistra, E è l'interno sinistro più vicino al centrocampo. Dietro ad A attende in fila un sesto blu.

I rossi hanno tre postazioni più una fila. Il D rosso si piazza accanto al vertice basso blu e simula una pressione passiva. F aspetta sulla linea di metà campo, con un compagno in fila dietro di sé. G è l'attaccante e si posiziona appena fuori dalla lunetta, alle spalle dei due blu che stanno al vertice dell'area.

La prima fase è la costruzione. A gioca su B, che controlla orientato verso l'esterno e trasmette al terzino C. C serve il vertice basso D, che a questo punto deve aver già guardato dove si trova il rosso. Se il rosso resta lontano, D controlla, si gira e verticalizza su E. Se il rosso gli è addosso, D non si gira: gioca di prima in avanti su E oppure appoggia di sponda sul terzino, che serve E. In entrambi i casi la palla arriva all'interno, che chiude la prima fase giocando su F a centrocampo.

Con il pallone tra i piedi di F la direzione di gioco si inverte. F lancia in diagonale su G al limite della lunetta. G protegge e scarica di sponda sul D rosso, che si è staccato dalla marcatura sul play e si è avvicinato per ricevere. Il D rosso gioca il filtrante in area mentre G gira attorno ai due difensori blu, attacca la profondità e conclude in porta. I due blu, A e il compagno in fila, difendono in modo passivo: non intercettano, ma con la loro posizione indicano quale linea di passaggio è aperta e quale spazio attaccare.

Il principio è quello della sequenza funzionale: gesto tecnico, scelta e ritmo sono legati fra loro come in partita. Il passaggio di B deve arrivare sul piede esterno del terzino, il controllo del play dipende dalla pressione, il lancio di F è pensato per una sponda e non per un dribbling. [Inserire link esterno a fonte autorevole sui principi della costruzione dal basso]

Finita l'azione si riparte subito con un nuovo pallone e con la rotazione. I blu scorrono A, B, C, D, E e l'interno va in fila dietro ad A; i rossi scorrono F, D, G e l'attaccante va in fila dietro a F. L'allenatore può anche tenere i ruoli fissi per una serie intera, quando vuole lavorare sulla specializzazione di reparto.

Esercitazione costruzione dal basso dal play al tiro in porta

REGOLE

  • La sequenza parte sempre da A con un pallone nuovo, solo quando tutti hanno ripreso la propria postazione.
  • Tocchi liberi nella versione base: contano la qualità del controllo e del passaggio, non la fretta.
  • Il D rosso decide da solo se restare lontano o stringere sul play, e cambia scelta da una ripetizione all'altra.
  • Il vertice basso libero controlla e si gira; il vertice basso pressato gioca di prima, in avanti su E o di sponda sul terzino.
  • I due difensori blu in area si muovono ma non intercettano e non contrastano.
  • Il portiere difende la porta in modo attivo: ogni tiro è una vera conclusione.
  • Dopo il tiro o l'uscita del pallone si ruota subito e si riparte; nessuna ripetizione si chiude senza conclusione.

VARIANTI

Partenza dal portiere

Il primo pallone non parte da A ma dal portiere, che lo gioca corto sul centrale. È la versione più vicina alla partita, perché obbliga A a smarcarsi e a ricevere con il corpo aperto al limite dell'area. Si inserisce appena la sequenza base è pulita ed è adatta a tutte le categorie, con una cura particolare per Giovanissimi e Allievi, che spesso ricevono di spalle.

Costruzione a specchio sul lato destro

Si ribaltano tutte le postazioni: B si apre a destra, C diventa il terzino destro, E l'interno destro e G attacca dal centro-sinistra. Cambiano il piede di controllo, gli angoli di passaggio e il lato da cui il play riceve. Va proposta a serie alternate, così la squadra non impara a uscire da un solo lato, ed è particolarmente utile in Juniores e Prima Squadra.

Pressione a chiamata dell'allenatore

È l'allenatore, con un segnale visivo alle spalle del vertice basso, a dire al D rosso se pressare o restare lontano. Il play non vede il segnale e deve scoprire la pressione guardandosi intorno prima di ricevere. La variante aumenta la frequenza delle scansioni visive e si adatta bene ad Allievi, Juniores e Prima Squadra.

Limite di tocchi nella costruzione

Centrali, terzino e interno giocano al massimo a due tocchi, mentre il vertice basso pressato ha un solo tocco a disposizione. Il ritmo sale, il controllo orientato diventa obbligatorio e ogni errore di postura si vede subito. Si introduce in Juniores e Prima Squadra, o con Allievi già esperti, quando la versione libera scorre senza pause.

Difensori semi attivi in area

I due blu al vertice dell'area possono intercettare il filtrante se il pallone passa a meno di un passo da loro, senza contrastare l'attaccante. La seconda fase diventa una lettura vera: se la linea del filtrante è chiusa, il D rosso cerca un'altra soluzione, per esempio l'uno-due con G e la conclusione da fuori. È la variante adatta a Juniores e Prima Squadra.

ERRORI COMUNI

Controllo a corpo chiuso dei centrali

B e il terzino ricevono con il corpo rivolto verso la propria porta e devono fare un tocco in più per girarsi. Succede quando si pensa solo a fermare il pallone e non a dove andrà dopo. La sequenza rallenta e, in partita, l'attaccante ha il tempo di chiudere la linea. Si corregge chiedendo di ricevere sul piede lontano, con il corpo aperto verso il campo.

Vertice basso che non guarda prima di ricevere

Il play scopre la pressione solo quando ha già il pallone tra i piedi. Il motivo è quasi sempre l'abitudine a seguire con lo sguardo la palla che viaggia. La conseguenza è un controllo verso il rosso o una scelta sbagliata. Va chiesto almeno un controllo visivo alle spalle mentre il passaggio parte dal terzino, e va rinforzato a voce ogni volta che manca.

Pressione passiva sempre uguale

Il D rosso si piazza sempre nello stesso punto e il vertice basso smette di leggere: sa già cosa fare. Accade quando il ruolo viene vissuto come una pausa. L'esercitazione perde il suo contenuto decisionale e diventa un percorso a memoria. Bisogna ricordare al rosso che il suo compito è cambiare distanza e lato a ogni ripetizione.

Sponda senza attacco del terzo uomo

G fa la sponda ma il D rosso arriva in ritardo o resta fermo ad aspettare. Spesso il giocatore è ancora concentrato sulla pressione appena fatta. La sponda finisce nel vuoto o costringe a un passaggio all'indietro. Si corregge chiedendo al D rosso di staccarsi nel momento in cui F alza la testa per il lancio, non quando il pallone è già partito.

Smarcamento in linea con i difensori

G gira attorno ai blu ma resta sulla loro stessa linea, oppure parte prima del filtrante. In partita sarebbe fuorigioco o un taglio facile da leggere. La causa è la fretta di arrivare al tiro. La correzione è sul tempo: prima la curva per uscire dalla visuale dei difensori, poi l'attacco della profondità quando il compagno è pronto a giocare.

CONSIGLI PER L'ALLENATORE

Nelle prime ripetizioni osserva soprattutto il vertice basso: dove guarda, come si orienta, quanto tempo impiega a decidere. Se la scelta tra controllo e gioco di prima è corretta, la sequenza funziona anche con qualche passaggio imperfetto. Se è sbagliata, ferma l'azione con una domanda semplice, per esempio dov'era il rosso quando è partito il passaggio, e fai ripartire subito.

Interrompi poco. È un'attivazione e il ritmo conta: meglio correggere durante il recupero, mentre i giocatori ruotano, che bloccare la sequenza ogni volta. Fermati solo quando lo stesso errore si ripete in più ripetizioni o quando il gruppo perde le distanze tra le postazioni. Lascia giocare quando l'errore è tecnico e occasionale: la ripetizione successiva arriva dopo pochi secondi.

Dosa la complessità per gradi. Prima la sequenza a tocchi liberi con pressione evidente, poi la pressione variabile, infine i vincoli di tocco, il lato a specchio e i difensori semi attivi. Con i Giovanissimi accorcia le distanze di circa il 20% e allunga i recuperi; con Allievi e Juniores chiedi velocità di esecuzione e qualità del lancio; con la Prima Squadra pretendi ritmo partita, passaggi tesi e una conclusione sempre nello specchio.

Se hai meno giocatori, togli le due file: A difende da solo nella fase finale e G torna in fila dietro a F a fine azione. Se ne hai di più, raddoppia le file dietro ad A e a F oppure organizza la stessa sequenza a specchio sull'altra metà campo, alternando i gruppi. In ogni caso fai ruotare i ruoli: un difensore che prova a fare il vertice basso capisce meglio cosa chiede ai compagni quando costruisce.

Esercitazione costruzione dal basso: cosa porta nel modello di gioco

Esercitazione costruzione dal basso: cosa porta nel modello di gioco

Un'esercitazione costruzione dal basso come questa unisce due momenti che in molte sedute restano separati: l'uscita palla dalla difesa e l'attacco rapido della porta. Nella stessa ripetizione i difensori allenano il controllo orientato, il play impara a leggere la pressione, l'interno verticalizza, gli attaccanti lavorano su sponda, terzo uomo e profondità.

Il vantaggio generale è la qualità dell'attivazione: il gruppo si scalda con le distanze, i ruoli e i tempi della partita, non con un giro di passaggi qualsiasi. Il vantaggio specifico è il linguaggio comune che si crea. Dopo qualche settimana, quando in partita il vertice basso è pressato, i compagni sanno già che la palla arriverà di prima sull'interno o di ritorno sul terzino, e si muovono in anticipo.

Sul modello di gioco l'effetto è concreto: una prima costruzione più ordinata, un play che riceve orientato, una squadra che sa ribaltare il campo in pochi passaggi. È il tipo di lavoro che rende riconoscibile un'idea di calcio e che si può far crescere settimana dopo settimana, aggiungendo vincoli, lati e opposizione.

Domande frequenti sull'esercitazione costruzione dal basso

Che cos'è un'esercitazione costruzione dal basso nel calcio?

L'esercitazione costruzione dal basso è una sequenza analitica con opposizione passiva in cui due centrali, terzino, vertice basso e interno portano il pallone dalla difesa fino a centrocampo. Il play sceglie tra controllo e gioco di prima in base alla pressione che riceve. Poi la direzione si inverte e i rossi attaccano la porta con sponda, filtrante e tiro.

Per quali categorie è adatta questa esercitazione costruzione dal basso?

Questa esercitazione costruzione dal basso è adatta a Giovanissimi, Allievi, Juniores e Prima Squadra. Con i Giovanissimi si accorciano le distanze di circa il 20% e si lasciano tocchi liberi. Salendo di categoria si chiedono passaggi più tesi, si riducono i recuperi e si introducono pressione a chiamata, limite di tocchi e difensori semi attivi in area.

Quanto deve durare l'esercitazione all'interno della seduta?

Si lavora a micro-ripetizioni. Con i Giovanissimi servono 19 minuti: 3 serie da 5 ripetizioni di 30 secondi, con 45 secondi di recupero tra le ripetizioni e 1 minuto e 15 secondi tra le serie. Con la Prima Squadra bastano 17 minuti: 3 serie da 8 ripetizioni di 20 secondi, con 20 secondi di recupero e 1 minuto tra le serie.

Quanti giocatori e quale materiale servono?

Il numero ideale è 11 giocatori: 6 blu per la costruzione, 4 rossi tra pressione e attacco e 1 portiere. Il minimo è 9, togliendo le due file d'attesa. Servono metà campo regolamentare, 1 porta regolamentare, 15 palloni, 8 cinesini per segnare le postazioni, 6 casacche blu e 4 casacche rosse.

Quali sono gli errori più comuni da correggere?

I più frequenti sono il controllo a corpo chiuso di centrali e terzino, il vertice basso che non guarda prima di ricevere e una pressione passiva sempre uguale, che toglie la lettura. Nella seconda fase vanno corretti la sponda senza attacco del terzo uomo e lo smarcamento dell'attaccante in linea con i difensori, che in partita sarebbe fuorigioco.

Come rendere più difficile l'esercitazione per la Prima Squadra?

Si impongono 2 tocchi a centrali, terzino e interno e 1 solo tocco al vertice basso pressato. La pressione la decide l'allenatore con un segnale nascosto al play, la costruzione si alterna a destra e a sinistra a ogni serie e i due difensori in area possono intercettare il filtrante. Ogni ripetizione deve chiudersi in 20 secondi.

In quale momento della seduta inserire questa esercitazione analitica?

Va inserita nell'attivazione, subito dopo il riscaldamento generale, oppure in apertura della fase centrale di una seduta sulla costruzione. Prepara il gruppo a una partita a tema o a un gioco di posizione con uscita dal basso, dove le stesse scelte del vertice basso vanno ripetute contro una pressione vera, prima della partita finale.

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