Sviluppo del gioco e possesso palla: 5 contro 5 + 2 jolly esterni

Migliorare lo sviluppo tattico e il possesso palla da Giovanissimi a Prima Squadra

Lo sviluppo di una manovra fluida ed efficace è una delle sfide principali per ogni allenatore che desidera dominare il campo attraverso il possesso. L’esercitazione che presentiamo oggi è una situazione semplificata ideata per lavorare specificamente sulla capacità della squadra di far progredire il pallone dalla zona di costruzione a quella di rifinitura, mantenendo il controllo della sfera sotto pressione. Attraverso l’uso di zone differenziate e la superiorità numerica garantita dai jolly, forziamo i giocatori a cercare linee di passaggio pulite alternando giocate in ampiezza e in profondità.

OBIETTIVO

Lo scopo primario di questa proposta non è il semplice mantenimento del possesso sterile, ma l’educazione tattica alla verticalizzazione ragionata. La squadra deve manipolare la struttura difensiva avversaria muovendo la palla velocemente per trovare il varco giusto e servire i compagni nelle zone di meta. Oltre all’obiettivo tattico collettivo, l’esercitazione mira a perfezionare i principi di scaglionamento offensivo (creazione di linee di passaggio su diverse altezze) e a migliorare i tempi di smarcamento dei centrocampisti. Dal punto di vista cognitivo, si stimola la visione periferica e la presa di decisione rapida in spazi ridotti.

DURATA

L’esercitazione è modulata per mantenere un’alta intensità cognitiva e fisica, rispettando i tempi di lavoro ideali per non perdere qualità nell’esecuzione.

  • GIOVANISSIMI: tempo totale 16 minuti; 2 serie da 3 ripetizioni × 2’; tempo di recupero tra le ripetizioni 1’, tra le serie 2’.
  • ALLIEVI: tempo totale 18 minuti; 1 serie da 4 ripetizioni × 3’ e 30’’; tempo di recupero tra le ripetizioni 1’.
  • JUNIORES: tempo totale 20 minuti; 1 serie da 3 ripetizioni × 5’; tempo di recupero tra le ripetizioni 1’ e 30’’.
  • PRIMA SQUADRA: tempo totale 20 minuti; 1 serie da 4 ripetizioni × 4’; tempo di recupero tra le ripetizioni 1’.


MATERIALE

Per l’allestimento del campo sono necessari delimitatori (cinesini o coni) per marcare le zone di campo. Servono inoltre pettorine di tre colori distinti: 5 di un colore per la prima squadra, 5 di un altro per la seconda, e 2 di un terzo colore per i jolly. È fondamentale avere una scorta abbondante di palloni situata all’esterno del perimetro per garantire continuità al gioco senza tempi morti.

GIOCATORI

L’esercitazione coinvolge un totale di 12 giocatori. La struttura prevede due squadre da 5 giocatori ciascuna (5 contro 5) più 2 jolly che operano sui lati. Non sono previsti portieri in questa specifica variante, trattandosi di un lavoro focalizzato sulla manovra e il possesso, ma i portieri possono essere impiegati come jolly o giocatori “sponda” nelle zone esterne per migliorare il loro gioco con i piedi.

DESCRIZIONE

L’azione prende vita con una squadra in possesso che cerca di conservare la sfera eludendo il pressing avversario. La particolarità di questo sviluppo risiede nella dislocazione dei giocatori: all’interno del quadrato centrale avviene un duello 3 contro 3, mentre ogni squadra posiziona due compagni nelle zone di meta opposte (le fasce finali del rettangolo). Inoltre, sui lati lunghi della zona centrale operano due jolly che giocano sempre con la squadra in possesso, creando costantemente situazioni di superiorità numerica.

Il flusso del gioco richiede che i tre giocatori centrali, coadiuvati dai jolly laterali, muovano la palla con pazienza e rapidità per disorganizzare il pressing avversario. L’obiettivo è trasferire il pallone da una zona di meta all’altra o, più specificamente, trasmettere la palla verso un compagno che staziona nella zona di meta opposta. Ogni volta che la squadra riesce a connettere il gioco con il compagno nella zona di meta, guadagna un punto. Se la squadra in difesa recupera palla, i ruoli si invertono immediatamente (transizione), trasformando l’esercizio in un ciclo continuo di possesso e recupero. Al termine di ogni serie, è cruciale ruotare le posizioni dei giocatori (interni, esterni e jolly) per variare gli stimoli.

Sviluppo del gioco e possesso palla 5 contro 5 + 2 jolly esterni

AREA DI GIOCO

Il campo di gioco ha dimensioni complessive di 20×20 metri, una misura che favorisce il contatto tecnico e la pressione immediata. Questo spazio è suddiviso in tre settori orizzontali:

  1. Una zona centrale quadrata di 10×10 metri (dove si svolge il 3vs3).
  2. Due zone di meta situate alle estremità, ciascuna di 10×5 metri. I jolly si muovono esclusivamente sui lati esterni della zona centrale, agendo come sponde laterali per garantire l’ampiezza.

REGOLE

Per garantire che l’esercitazione raggiunga gli obiettivi prefissati, è necessario rispettare vincoli precisi. La squadra in possesso di palla ha un limite massimo di due tocchi per giocatore; questo obbliga a pensare prima di ricevere e aumenta la velocità della trasmissione. I jolly, invece, devono giocare tassativamente a un tocco (o due in base al livello tecnico, ma preferibilmente uno per alzare il ritmo), fungendo da sponde rapide per triangolazioni e scarichi. Il punto viene assegnato solo se il passaggio verso la zona di meta è pulito e il ricevente controlla la sfera. Non è consentito ai difensori entrare nelle zone di meta esterne per intercettare, devono agire intercettando le linee di passaggio all’interno della zona centrale o pressando il portatore.

VARIANTI

Per adattare la complessità al livello del gruppo o al periodo della stagione, è possibile inserire diverse modifiche. Una variante interessante per la Prima Squadra o la Juniores è limitare tutti i giocatori (compresi gli interni) a un solo tocco, richiedendo una velocità di pensiero massimale e un posizionamento preventivo perfetto. Al contrario, per categorie come i Giovanissimi che potrebbero faticare con la tecnica sotto pressione, si può concedere “tocchi liberi” ai giocatori interni, mantenendo il vincolo sui jolly, oppure permettere ai jolly due tocchi. Un’altra evoluzione tattica consiste nel permettere a un giocatore della zona esterna di entrare in conduzione nella zona centrale per creare superiorità numerica attiva, costringendo un compagno a prendere il suo posto (rotazione posizionale).

ERRORI COMUNI

Frequentemente si osserva una circolazione di palla troppo lenta e perimetrale, che non muove la difesa avversaria e rende impossibile la verticalizzazione. Un altro errore tipico è la staticità dei giocatori interni (“nascondersi” dietro l’avversario): senza contro-movimenti o smarcamenti in zona luce, lo sviluppo si blocca. Inoltre, spesso i giocatori abusano del passaggio al jolly anche quando non necessario, rallentando l’azione invece di cercare il passaggio filtrante diretto che spezza la linea di pressione. Infine, attenzione alla transizione: la squadra che perde palla tende a fermarsi per frustrazione invece di riaggredire immediatamente (riaggressione immediata).

CONSIGLI PER L’ ALLENATORE

L’osservazione deve focalizzarsi sulla qualità delle posture del corpo in fase di ricezione: i giocatori sono orientati per giocare in avanti o sono costretti a tornare indietro? È fondamentale stimolare i centrocampisti a scansionare il campo (scanning) prima di ricevere. Verifica costantemente che la squadra alterni l’ampiezza (usando i jolly) alla profondità (cercando le zone di meta). Se noti che il gioco ristagna, ferma l’azione e mostra come un semplice passaggio “dentro-fuori” possa aprire le linee di passaggio che sembravano chiuse. Incita i jolly a essere sempre attivi sulle gambe, pronti a restituire palla di prima intenzione.

Lo Sviluppo come chiave tattica per il dominio del gioco

Quando parliamo di sviluppo nel calcio moderno, ci riferiamo a quella fase cruciale in cui la squadra, consolidato il primo possesso, cerca di disordinare l’organizzazione avversaria per preparare la rifinitura. Questa esercitazione è eccellente perché replica in piccolo le dinamiche della partita reale: spazi stretti, necessità di decidere in fretta e importanza delle connessioni tra reparti. Lavorare su questi principi permette alla squadra di non affidarsi al caso o alle sole individualità, ma di avere uno spartito comune (o manovra offensiva) che guida le scelte dei giocatori. La capacità di alternare gioco corto e lungo, e di sfruttare la superiorità numerica posizionale, è ciò che distingue una squadra organizzata da una improvvisata.

In conclusione, integrare costantemente esercitazioni di questo tipo nelle sessioni di allenamento, variando intensità e spazi, costruisce una mentalità collettiva orientata al dominio del pallone e alla ricerca proattiva dello spazio, elementi imprescindibili per un calcio evoluto ed efficace.

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