Come Allenare i Giovanissimi
nella Scuola Calcio
Una guida completa per allenatori: identità di gioco, catene laterali, principi tattici avanzati per ruolo, struttura della seduta ed errori da evitare per lavorare al meglio con ragazzi di 13-14 anni.
Per allenare i Giovanissimi occorre costruire una identità tattica collettiva attraverso principi avanzati per ruolo, catene laterali e pressing strutturato, con situazioni numeriche complesse e partitelle a tema seguite da debriefing sistematico. Le sedute durano 90-110 minuti. La tecnica individuale rimane la base: nessun sistema funziona senza qualità nei gesti fondamentali.
Indice della guida
- Chi sono i Giovanissimi
- Obiettivi dell'allenamento
- Il ruolo dell'allenatore
- Come strutturare la seduta
- Quali esercizi proporre
- Cosa evitare
- Seduta esempio completa
- L'identità di gioco nei Giovanissimi
- Preparazione atletica integrata
- Materiale utile
- Esordienti vs Giovanissimi vs Allievi
- 10 consigli pratici
- Domande frequenti
01. Chi sono i Giovanissimi nel settore giovanile
I Giovanissimi sono ragazzi di circa 13-14 anni, una categoria di snodo cruciale nel percorso calcistico. In questa fascia i principi tattici introdotti negli Esordienti devono consolidarsi in qualcosa di più strutturato: un'identità di gioco riconoscibile, comportamenti collettivi coerenti nei ruoli specifici, catene laterali funzionanti e un pressing che abbia una logica condivisa.
A 13-14 anni il ragazzo ha capacità cognitive sufficienti per gestire indicazioni tattiche complesse, per leggere situazioni di gioco collettive con più variabili e per adattare il proprio comportamento in base al contesto. Non è ancora pronto per la complessità tattica degli Allievi — ma è già distante anni luce dalla semplicità degli Esordienti. È la fascia in cui si definisce il calciatore nel suo ruolo.
Dal punto di vista fisico, i Giovanissimi attraversano l'adolescenza in piena forma: alcuni ragazzi sono già sviluppati fisicamente, altri sono ancora in piena crescita. Questa eterogeneità è la sfida principale dell'allenatore: garantire che chi è fisicamente più avanzato non "vinca" grazie alla fisicità, e che chi è più piccolo non rimanga indietro per motivi legati solo alla crescita.
Emotivamente, i Giovanissimi sono ragazzi con un'identità in costruzione. Il calcio diventa parte importante di chi sono. L'allenatore che sa valorizzare ogni ragazzo nel suo ruolo, che costruisce un senso di appartenenza al gruppo e che gestisce le tensioni inevitabili dell'adolescenza con equilibrio è quello che ottiene i risultati formativi migliori.
Nei Giovanissimi il ruolo prende forma definitiva. Chi gioca terzino inizia a costruire le qualità specifiche del terzino. Chi gioca mezzala quelle della mezzala. Ma la tecnica individuale è ancora la base di tutto: senza di essa, nessun principio tattico funziona davvero.
02. Quali sono gli obiettivi dell'allenamento
Nei Giovanissimi gli obiettivi si estendono in direzione tattica rispetto agli Esordienti, mantenendo però la tecnica individuale come fondamento imprescindibile. L'identità di gioco collettiva si costruisce solo se la tecnica individuale è solida.
Qualità tecnica avanzata nei ruoli specifici
Non più solo tecnica generica: il terzino deve saper crossare, sovrapporsi e rientrare. Il mediano deve saper ricevere spalle al gioco, girarsi e verticalizzare. L'attaccante deve saper giocare di sponda, attaccare la profondità e finalizzare in diverse situazioni. Ogni ruolo ha una biblioteca tecnica specifica che va allenata esplicitamente.
Catene laterali — la colonna vertebrale del gioco
La catena laterale (terzino + esterno + mezzala o trequartista) è il meccanismo di sviluppo del gioco più importante per questa fascia. Sovrapposizioni, triangolazioni, scarichi e rigiocate in fascia: si costruisce attraverso situazioni specifiche ripetute fino all'automatismo.
Pressing strutturato — trigger, scalate, coperture
Il pressing nei Giovanissimi non è più solo "pressa il portatore": ha una logica collettiva. Chi parte, quando parte (trigger), come si scala il reparto dietro, dove si compatta la squadra: questi comportamenti devono diventare automatici attraverso la ripetizione sistematica in situazioni di gioco reale.
Transizioni sistemate
Le transizioni non sono più solo reazioni immediate: hanno una direzione collettiva. Dopo il recupero palla, chi attacca lo spazio e con quale traiettoria? Dopo la perdita, come si riorganizza il blocco difensivo? Queste domande hanno risposte definite nel modello di gioco dei Giovanissimi.
Costruzione dal basso e uscita dalla pressione
La costruzione dal basso nei Giovanissimi è più articolata rispetto agli Esordienti: il portiere è il primo giocatore di campo, i difensori si allargano e si abbassano, i centrocampisti si propongono tra le linee. Si allena con situazioni specifiche di uscita dal pressing avversario.
Principi di finalizzazione
Come si attacca l'area di rigore, come si muovono le punte rispetto ai centrocampisti che si inseriscono, come si attacca il secondo palo o il centro dell'area: questi movimenti coordinati si introducono nei Giovanissimi come estensione naturale del lavoro sulle catene laterali.
Identità di squadra e mentalità competitiva
I Giovanissimi iniziano a competere con una consapevolezza maggiore. Il risultato conta, ma l'identità di gioco conta di più. Un allenatore che costruisce un'identità chiara — "Noi giochiamo così, per questi motivi" — crea un gruppo coeso che regge alle difficoltà della stagione.
Nei Giovanissimi il calcio tattico è pienamente accessibile — ma bruciare le tappe verso sistemi complessi senza una base tecnica solida è il rischio principale. Prima la qualità tecnica nel ruolo, poi l'identità tattica collettiva. Mai nell'ordine inverso.
03. Cosa deve fare l'allenatore con ragazzi di 13-14 anni
Con i Giovanissimi l'allenatore è un tecnico-tattico con leadership relazionale. Non basta progettare sedute efficaci: bisogna costruire un'identità di gruppo, gestire l'adolescenza in campo e fuori, motivare ogni ragazzo nel proprio ruolo e mantenere standard tecnico-tattici in crescita costante.
Comunicare l'identità di gioco con chiarezza
I Giovanissimi possono capire e condividere una visione di gioco — se viene spiegata in modo concreto e discussa con loro. Non "fate così perché lo dico io" ma "giochiamo così perché in questa situazione ci crea il vantaggio X". La comprensione genera adesione genuina.
Frasi efficaci da usare in campo:
- "Quella catena laterale ha funzionato — avete visto perché? Il terzino è salito nel momento giusto." — rinforzo positivo con analisi specifica.
- "Quando usciamo dal pressing così, cosa succede alla difesa avversaria? Si apre — vediamo di nuovo." — guida la lettura tattica senza fermare il gioco per troppo tempo.
- "Nel tuo ruolo, quella scelta era sbagliata — ma capisco perché l'hai fatta. Prossima volta, prima guarda le opzioni." — corregge il comportamento valorizzando il processo decisionale.
- "Questa è la nostra identità — pressing alto, uscita corta, catene laterali. Quando lo facciamo bene, siamo difficili da battere." — rafforza l'identità di squadra.
Valorizzare ogni ragazzo nel proprio ruolo
A 13-14 anni il ragazzo inizia a identificarsi con il proprio ruolo. L'allenatore che sa far capire al terzino perché la sua sovrapposizione è fondamentale, al mediano perché il suo intercetto cambia il gioco, al centravanti perché il suo movimento in profondità apre spazi per i compagni — costruisce motivazione intrinseca duratura.
Gestire la competizione interna al gruppo
Nei Giovanissimi emergono gerarchie chiare: chi gioca di più, chi è tecnicamente superiore, chi è fisicamente avvantaggiato. L'allenatore deve gestire queste dinamiche valorizzando i miglioramenti individuali oltre che le prestazioni assolute, e garantendo che la competizione interna alzi il livello del gruppo invece di frammentarlo.
Il debriefing come strumento di costruzione dell'identità
Nei Giovanissimi il debriefing non è solo riflessione tecnica: è il momento in cui l'allenatore rafforza l'identità di gioco. "Quando abbiamo usato la catena laterale oggi? Quando no? Perché?" — queste domande, ripetute ogni settimana, costruiscono consapevolezza tattica collettiva duratura.
"Questo è il nostro modo di giocare — voi lo state costruendo settimana per settimana. Quando lo fate, siete difficili da affrontare." — rafforza l'identità collettiva e la motivazione intrinseca.
04. Come strutturare una seduta per Giovanissimi
Una seduta per i Giovanissimi dura 90-110 minuti, con attività da 15-20 minuti ciascuna. La complessità tattica delle situazioni è significativamente maggiore rispetto agli Esordienti: ogni attività ha un filo conduttore che collega la tecnica individuale all'identità di gioco collettiva.
| Fase | Durata | Obiettivo | Esempio pratico |
|---|---|---|---|
| Attivazione tecnica con palla | 10-12 min | Riscaldamento tecnico, attivazione del sistema nervoso, qualità nel gesto | Rondo 5v2 ad alta intensità; possesso 6v3 con pressing attivo e pressione immediata al cambio palla |
| Lavoro tecnico per ruolo | 15-18 min | Qualità tecnica specifica del ruolo collegata al tema tattico della seduta | Terzino: sovrapposizione + cross; Mezzala: ricezione tra le linee + verticalizzazione; Punta: sponda + inserimento mezzala |
| Situazione numerica complessa | 18-22 min | Principio tattico dell'identità di gioco in situazione (catena laterale, pressing, transizione) | 5v4 sulla fascia con catena laterale; pressing organizzato 4v4 con trigger definito; 6v5 costruzione vs pressing alto |
| Partitella a tema | 22-26 min | Applicazione dell'identità di gioco in condizioni vicine alla gara con regola tattica | 8v8 o 9v9 su campo adeguato; regola tattica legata all'identità (es. goal doppio da azione su fascia; pressing obbligatorio sul portiere avversario) |
| Partita libera | 10-12 min | Libertà tattica, applicazione spontanea dell'identità appresa | Partita libera su campo più grande, nessuna regola aggiuntiva, tutti sempre in campo |
| Debriefing tattico | 8-10 min | Riflessione collettiva sull'identità di gioco, collegamento con la prossima gara | "Quando ha funzionato la catena laterale oggi? Cosa ci ha impedito di usarla?" — con lavagna tattica |
Il filo conduttore tra le fasi è fondamentale: il gesto tecnico allenato nella fase per ruolo deve ritrovarsi come esigenza nella situazione numerica, che a sua volta deve rispecchiare il comportamento richiesto nella partitella a tema. La seduta deve avere una logica unica dall'inizio alla fine.
05. Quali esercizi proporre ai Giovanissimi
Le famiglie di attività dei Giovanissimi aggiungono rispetto agli Esordienti il lavoro specifico per ruolo sistematico e le situazioni che costruiscono l'identità tattica collettiva. Ecco le principali.
Rondo ad alta intensità con varianti tattiche
A cosa serve: sviluppare possesso veloce, pressing coordinato e qualità tecnica sotto pressione con varianti che introducono principi tattici.
Esempio: 6v3 in spazio 14×14 m. Variante tattica: i tre difensori devono organizzarsi per chiudere contemporaneamente la linea di passaggio verso uno spazio specifico (es. il lato sinistro). Introduce il concetto di pressing coordinato verso una zona.
Catena laterale — situazione 4v3 sulla fascia
A cosa serve: costruire automaticamente la combinazione terzino-esterno-mezzala nelle diverse fasi del gioco sulla fascia.
Esempio: campo 35×20 m (metà campo laterale). Terzino + Esterno + Mezzala contro Terzino avversario + Esterno avversario + Mezzala avversaria. Regola: si può finalizzare solo dopo che tutti e tre i giocatori della catena hanno toccato la palla nell'azione. Ripetuto più volte con varianti (sovrapposizione del terzino, taglio dell'esterno, scarico della mezzala).
La catena laterale non si spiega in astratto con disegni su lavagna: si costruisce con ripetizioni in campo. Dopo 5-6 azioni, pausa da 60 secondi: "Chi ha fatto la sovrapposizione? Quando? Cosa ha aperto?". Poi si riprende. Ripetere ogni settimana fino all'automatismo.
Pressing strutturato con trigger
A cosa serve: sviluppare il pressing collettivo organizzato — non tutti corrono, ma ognuno sa cosa fare quando scatta il trigger.
Esempio: 5v5 su campo 40×30 m. Trigger: quando la palla arriva al portiere avversario, scatta il pressing organizzato. Chi pressa il portiere, chi chiude il difensore centrale, chi scala il mediano: ogni ruolo ha il proprio compito. Si ripete con trigger diversi (palla al terzino, palla al mediano in zona laterale).
Costruzione dal basso contro pressing alto — 6v4
A cosa serve: sviluppare l'uscita dalla pressione avversaria con comportamenti collettivi definiti: portiere, difensori allargati, centrocampisti tra le linee.
Esempio: portiere + 3 difensori + 2 centrocampisti contro 4 che pressano con pressing alto a zona. Il blocco deve uscire palla a terra superando la linea mediana. Se non riesce entro 8 secondi, rilancio lungo. L'allenatore varia lo schema di pressing ogni 5 minuti.
Situazione 5v4 o 6v5 con identità tattica
A cosa serve: sviluppare comportamenti collettivi complessi in superiorità numerica — come si sfrutta, dove si cerca lo spazio, come si finalizza.
Esempio: 5v4 su campo 45×35 m con due porte. Regola: prima di finalizzare, almeno un'azione sulla fascia (catena laterale). Gli attaccanti devono usare la larghezza prima di attaccare il centro. I difensori in inferiorità devono scalare verso il lato palla.
Transizioni — difensiva e offensiva
A cosa serve: sviluppare la reazione collettiva sistematica al cambio palla, sia in senso offensivo che difensivo, con comportamenti definiti per ogni ruolo.
Esempio: 6v6 su campo 50×35 m. Regola doppia: al recupero palla, 5 secondi per superare la linea mediana con almeno 4 giocatori (transizione offensiva); alla perdita palla, rientro obbligatorio di tutti i giocatori nel proprio terzo entro 6 secondi (transizione difensiva). Crea automatismi in entrambe le direzioni.
Partitella a tema con regola dell'identità
A cosa serve: applicare l'identità di gioco in condizioni di partita reale con una regola che orienta i comportamenti verso l'obiettivo tattico della seduta.
Esempio: 8v8 su campo 60×45 m. Regola: goal vale doppio se preceduto da azione su fascia con almeno due tocchi della catena laterale. Pressing obbligatorio entro 4 secondi dalla rimessa dal basso avversaria. L'allenatore conta i goal "qualificati" e valorizza i comportamenti corretti durante il gioco.
06. Cosa evitare quando si allenano i Giovanissimi
Costruire un sistema di gioco elaborato su una tecnica individuale carente: il principio tattico collassa alla prima pressione avversaria reale.
In questa fascia alcuni ragazzi sono fisicamente più sviluppati. Affidarsi alla fisicità per vincere le gare invece di sviluppare la qualità tecnica è un errore che si paga caro nei Allievi.
Trascurare le catene laterali per concentrarsi solo sul gioco centrale: si perde la via di sviluppo più formativa e più comune nel calcio moderno per questa fascia.
Chiedere ai ragazzi di "pressare" senza definire trigger, scalate e coperture: ognuno pressa a caso, si aprono spazi e la squadra è vulnerabile in transizione.
Allenare sempre tutti insieme senza differenziare per posizione: il terzino non impara mai la sovrapposizione, il mediano non impara la ricezione tra le linee.
Finire la seduta senza riflessione collettiva, oppure fare commenti generici senza collegamento all'identità di gioco: l'esperienza non si trasforma in apprendimento tattico duraturo.
Allenare solo le fasi statiche (possesso e non possesso) senza mai lavorare sistematicamente sulle transizioni: la squadra reagisce in ritardo ai cambi palla in gara.
Lavorare su principi tattici senza mai esplicitare l'identità di gioco che si vuole costruire: i ragazzi eseguono senza capire il perché.
Sacrificare lo sviluppo tattico e tecnico per vincere le gare del campionato regionale: ragazzi difensivisti, poco coraggiosi in uscita, senza identità offensiva.
Costruire il gioco sulle qualità fisiche dei ragazzi più sviluppati invece che sulla qualità tecnico-tattica dell'intero gruppo: chi è piccolo rimane indietro, chi è grande smette di crescere tecnicamente.
07. Esempio di seduta completa per Giovanissimi
- Giocatori: 16-20 ragazzi
- Durata totale: 100 minuti
- Materiale: 20 palloni (mis. 4 o 5), 22 cinesini, 14 coni, casacche (3 colori), 4 porticine standard + 2 porte grandi, lavagna tattica
- Spazio: area 65×45 m, divisibile in sotto-aree
- Tema della seduta: catena laterale + pressing con trigger sul portiere + transizione offensiva
-
Rondo 6v3 con variante tattica11 min
Due gruppi. Rondo 6v3 in spazio 14×14 m. Variante: i tre difensori devono organizzarsi per chiudere sempre il lato sinistro (simulazione del pressing che indirizza la palla verso un lato). L'allenatore osserva l'organizzazione dei tre senza interrompere. Dopo 5 minuti si riduce lo spazio a 12×12 m e si cambia il lato da chiudere.
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Lavoro tecnico per ruolo — catena laterale16 min
Tre gruppi: Catena laterale destra (terzino + esterno + mezzala destra), Catena laterale sinistra (specchio), Blocco centrale (portiere + difensore centrale + mediano). Catene laterali: sovrapposizione del terzino → esterno scarica → mezzala gioca in profondità → cross. 8 ripetizioni, poi variante: taglio dell'esterno + filtrante della mezzala. Blocco centrale: uscita palla a terra su pressing di 2 avversari. Dopo 8 minuti i gruppi si connettono in una situazione 7v4.
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Pressing con trigger + catena laterale20 min
Campo 50×35 m, due porticine per parte. 5v5 con portieri. Trigger: quando la palla arriva al portiere avversario, scatta il pressing organizzato (chi pressa il portiere, chi chiude il difensore, chi scala il centrocampista). Se si recupera la palla entro 5 secondi, contrattacco immediato con catena laterale. L'allenatore fa pause da 90 secondi ogni 6-7 minuti con una domanda: "Quando è scattato il trigger? Chi ha iniziato il pressing?" Si riprende subito. Ultima variante: il trigger cambia (palla al terzino avversario in zona laterale).
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Partitella a tema — catena laterale + pressing24 min
9v9 su campo 62×45 m con porte grandi e portieri. Due regole: 1) goal vale doppio se preceduto da azione su fascia con almeno due tocchi della catena laterale; 2) pressing obbligatorio entro 4 secondi dalla rimessa del portiere avversario. L'allenatore conta i goal qualificati e valorizza il pressing riuscito. Pausa collettiva a 12 minuti (90 secondi): "Stiamo usando la catena o giochiamo sempre al centro? Perché?" Si riprende fino alla fine.
-
Partita libera11 min
Partita libera su campo ampio, nessuna regola aggiuntiva. L'allenatore non interviene tatticamente. Osserva se i comportamenti appresi emergono spontaneamente. Esulta per le azioni belle senza fermare il gioco.
-
Debriefing tattico con lavagna8 min
In cerchio con lavagna. Due domande: "Quando la catena laterale ha creato il vantaggio più grande oggi?" e "Il pressing con il trigger ha funzionato? Quando no, perché?". I ragazzi rispondono. L'allenatore mostra sulla lavagna una situazione positiva e una di miglioramento. Chiusura: "Domenica l'avversario pressa alto — il trigger sarà fondamentale. Lo sappiamo fare."
Prepara la lavagna tattica con due schemi già disegnati prima dell'inizio: la catena laterale e il trigger del pressing. Li usi durante le pause e nel debriefing per mostrare, non solo spiegare. A 13-14 anni il visivo accelera enormemente la comprensione tattica.
08. L'identità di gioco nei Giovanissimi
Nei Giovanissimi l'identità di gioco non è ancora un modello completo come negli Allievi — ma è già più di una serie di principi elementari come negli Esordienti. È un insieme coerente di comportamenti collettivi che danno riconoscibilità al modo di giocare della squadra.
Come si sviluppa il gioco — le catene laterali
Il meccanismo principale di sviluppo del gioco nei Giovanissimi è la catena laterale. Terzino + Esterno + Mezzala (o trequartista) devono muoversi in modo coordinato, con sovrapposizioni, triangolazioni e scarichi che creano superiorità numerica sulla fascia. Non è uno schema fisso: è un principio di collaborazione che si adatta alla situazione.
Come si difende — pressing strutturato con trigger
Il pressing dei Giovanissimi ha un'architettura definita: un trigger chiaro (una situazione di gioco avversaria che fa scattare il pressing), ruoli definiti (chi pressa il portatore, chi chiude le linee di passaggio, chi scala il reparto), e una zona di attivazione (nel terzo avversario, nel terzo centrale). Non tutti si attivano contemporaneamente: si fa sistema.
Come si esce — costruzione dal basso articolata
Il portiere è il primo costruttore. I difensori si allargano offrendo opzioni di passaggio sicure. I centrocampisti si propongono tra le linee. Se la pressione è alta, il rilancio lungo è una scelta, non una resa. Questa costruzione va allenata sistematicamente, non improvvisata in gara.
Come si finalizza — attacco dell'area coordinato
L'attacco dell'area di rigore nei Giovanissimi ha comportamenti definiti: il centravanti si muove in profondità o in sponda, i centrocampisti si inseriscono, la seconda palla si attacca. Non è uno schema fisso: è una mentalità di attacco coordinato che nasce dalla ripetizione.
Un'identità di gioco efficace per i Giovanissimi non è la più sofisticata: è quella che i ragazzi capiscono, condividono e applicano con sempre maggiore automatismo. Costruiscila con pochi principi chiari, molti ripetuti, e una comunicazione costante del "perché".
09. Preparazione atletica integrata nei Giovanissimi
Nei Giovanissimi la preparazione atletica è completamente integrata nel lavoro tecnico-tattico. Con ragazzi in piena crescita, il lavoro fisico separato dalla palla deve essere ridotto al minimo e contestualizzato alle esigenze del calcio.
Resistenza aerobica attraverso il gioco ad alta intensità
Rondo ad alta intensità, situazioni numeriche con transizioni frequenti, partitelle su spazi ridotti con pressing attivo: sviluppano la resistenza aerobica mentre lavorano su tecnica e tattica. Due obiettivi con un solo strumento.
Velocità nel contesto tattico
La velocità dei Giovanissimi non è solo fisica: è cognitiva. La rapidità di lettura della situazione, la velocità di decisione, la prontezza nel cambiare il movimento: si sviluppano con situazioni ad alta variabilità che richiedono reazioni rapide a stimoli mutevoli.
Gestire l'eterogeneità fisica della crescita
Alcuni ragazzi di 13-14 anni sono fisicamente adulti, altri sono ancora nella pre-adolescenza. L'allenatore deve progettare situazioni dove la qualità tecnica conta più della forza fisica, e valorizzare i miglioramenti individuali di chi è in ritardo di crescita rispetto a chi è più sviluppato.
Il lavoro atletico specifico per chi ne ha bisogno
In questa fascia può essere utile un lavoro di rinforzo muscolare specifico per i ragazzi che presentano squilibri posturali o muscolari legati alla crescita. Non in sostituzione del lavoro con la palla: in aggiunta, come prevenzione infortuni. Va supervisionato da un preparatore o fisioterapista specializzato.
10. Materiale utile per allenare i Giovanissimi
| Materiale | Uso principale | Note |
|---|---|---|
| Palloni misura 4 o 5 | Tutte le attività | Almeno uno per giocatore nelle attività individuali; abbondanti per ridurre le pause. |
| Cinesini colorati | Delimitare zone tattiche, fasce, trigger visivi | Almeno 22. Usali per marcare le zone di pressing e le corsie laterali nelle catene. |
| Coni classici | Delimitare campi per situazioni numeriche | Almeno 14. Per creare più campi in parallelo nelle situazioni tattiche. |
| Casacche (3 colori) | Distinguere squadre e ruoli nelle esercitazioni | Tre colori per situazioni con squadra neutra o esercizi con tre squadre. |
| Porticine standard + porte grandi | Situazioni numeriche e partitella a tema | 4 porticine per le situazioni; 2 porte grandi per la partitella principale. |
| Lavagna tattica | Debriefing, spiegazione catene laterali, trigger pressing | Fondamentale in questa fascia: il visivo accelera enormemente la comprensione tattica. |
| Cronometro | Controllo dei tempi nelle transizioni e nel pressing | Per rispettare le finestre temporali (es. pressing entro 4 secondi, transizione entro 5 secondi). |
11. Differenza tra Esordienti, Giovanissimi e Allievi
I Giovanissimi sono la fascia in cui i principi tattici degli Esordienti si strutturano in un'identità di gioco riconoscibile, preparando il terreno per il modello completo degli Allievi.
- Gioco tecnico-relazionale
- 3v2, 4v3, pressing elementare
- Principi tattici elementari
- Ampiezza, profondità, pressing
- Seduta 85-100 min
- Attività da 12-18 min
- Obiettivo: tecnica + principi tattici
- Partitella con regola tattica + debriefing
- Identità tattica collettiva
- 5v4, 6v5, catene laterali
- Pressing strutturato con trigger
- Ruoli specifici, transizioni sistemate
- Seduta 90-110 min
- Attività da 15-20 min
- Obiettivo: identità di gioco
- Partitella + debriefing con lavagna
- Modello di gioco strutturato
- 4 fasi di gioco definite
- Qualità tecnica avanzata nei ruoli
- Palle inattive sistematiche
- Seduta 90-110 min + microciclo
- Attività da 18-25 min
- Obiettivo: modello + identità calcistica
- Partitella vicina alle condizioni gara
Cerchi esercizi pronti per i Giovanissimi?
Nella categoria trovi situazioni numeriche, partitelle a tema, catene laterali e lavoro sui ruoli per ragazzi di 13-14 anni.
Vai agli esercizi pratici12. 10 consigli pratici per l'allenatore
-
1Catene laterali ogni settimana, senza eccezioni
Almeno una situazione specifica sulle catene laterali per seduta. Non è un extra del programma: è il nucleo dell'identità offensiva dei Giovanissimi.
trascurare le fasce per concentrarsi solo sul gioco centrale e sulle situazioni numeriche generiche. -
2Un trigger di pressing chiarissimo
Definisci un solo trigger per seduta, ripetuto 15-20 volte finché diventa automatico. Poi aggiungine un secondo la settimana successiva. Il pressing che funziona in gara è quello automatizzato, non quello spiegato.
dare ai ragazzi più trigger di pressing prima che il primo sia automatizzato. -
3Lavoro per ruolo: 15-18 minuti ogni seduta
Il ruolo si costruisce attraverso la ripetizione di gesti specifici nel contesto collettivo. Il terzino che non esercita mai la sovrapposizione in allenamento non la farà spontaneamente in gara.
allenare sempre tutti insieme senza mai differenziare il lavoro per posizione. -
4Spiega sempre il "perché" dell'identità
I ragazzi di 13-14 anni capiscono il calcio e capiscono i vantaggi di giocare in un certo modo. Dedica 2-3 minuti per spiegare il vantaggio tattico di ogni comportamento prima di allenarlo.
imporre comportamenti tattici senza mai spiegare il ragionamento che li giustifica. -
5Lavagna tattica nel debriefing — sempre
A questa età il visivo è il canale più efficace per la comprensione tattica. Disegna sulla lavagna la situazione di cui parli nel debriefing. Due minuti in più di preparazione, doppio impatto sull'apprendimento.
fare debriefing verbale senza supporto visivo: molto meno efficace a questa età. -
6Valorizza la qualità tecnica sopra la fisicità
In questa fascia la differenza fisica può essere enorme. Progetta situazioni dove la lettura tattica e la qualità tecnica contano più della forza: proteggi la crescita di chi è indietro di sviluppo.
costruire il gioco sulle qualità fisiche dei ragazzi più sviluppati a scapito dello sviluppo tecnico-tattico. -
7Le transizioni hanno una direzione collettiva
Nei Giovanissimi le transizioni non sono più solo reazioni individuali: hanno comportamenti definiti per ogni ruolo. Allena esplicitamente la transizione offensiva e difensiva almeno una volta per seduta.
lasciare le transizioni al caso o alla reazione individuale senza costruire automatismi collettivi. -
8Partitella a tema con regola dell'identità
Una regola semplice che premia l'identità di gioco (goal doppio da fascia, pressing obbligatorio sul portiere) orienta il comportamento collettivo senza schemi rigidi. I ragazzi trovano da soli le soluzioni dentro la regola.
partitelle libere senza nessun obiettivo tattico legato all'identità di gioco della seduta. -
9Debriefing di 8-10 minuti, sistematico
8-10 minuti a fine seduta con lavagna, due domande sull'identità di gioco e collegamento alla prossima gara. Non saltarlo mai: è il momento in cui l'esperienza diventa apprendimento tattico duraturo.
finire con la partita libera senza nessuna riflessione collettiva sull'identità di gioco. -
10Costruisci l'identità nel tempo, non in una seduta
L'identità di gioco si costruisce con mesi di lavoro coerente, non con una settimana intensa. Ogni seduta aggiunge un mattone. Ogni debriefing rafforza la visione comune. La consistenza metodologica è il fattore più importante.
cambiare l'identità tattica ogni settimana in base al risultato dell'ultima gara.
13. Domande frequenti sui Giovanissimi
In conclusione
Allenare i Giovanissimi significa accompagnare ragazzi di 13-14 anni nel momento in cui il calcio acquista un'identità. Non è più solo tecnica individuale o principi elementari: è un modo riconoscibile di giocare, costruito settimana dopo settimana attraverso catene laterali, pressing strutturato, costruzione dal basso e transizioni sistemate.
Non servono sistemi tattici da calcio adulto né complessità prematura. Serve un allenatore che sappia costruire un'identità semplice e ben allenata, che differenzi il lavoro per ruolo, che utilizzi la lavagna tattica per accelerare la comprensione e che costruisca un gruppo dove ogni ragazzo capisce il proprio contributo all'identità collettiva.
I comportamenti tattici che costruiamo nei Giovanissimi — le catene laterali, il pressing con trigger, la costruzione dal basso articolata — sono le fondamenta su cui si costruirà il modello di gioco degli Allievi. Vale la pena costruirle con metodo, coerenza e rispetto per il processo formativo.
Scopri gli esercizi pratici per i Giovanissimi
Situazioni numeriche, catene laterali, pressing strutturato e partitelle a tema per ragazzi di 13-14 anni.
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