L’attacco al blocco basso è una situazione ricorrente: l’avversario si chiude nella propria area, protegge la zona centrale e aspetta l’errore per ripartire. Per aiutare la tua squadra a rompere il blocco, propongo una partita a tema strutturata in due aree di rigore affiancate. L’esercitazione allena ampiezza, tempi di inserimento e pulizia della rifinitura, senza perdere di vista le transizioni difensive. Inoltre, grazie al vantaggio numerico, gli attaccanti imparano a scardinare una difesa bassa con pazienza ma anche con aggressività mentale.
OBIETTIVO
Lo scopo è duplice e molto concreto. Chi attacca deve creare e sfruttare superiorità posizionali per arrivare a finalizzare nella porta regolamentare difesa dal portiere; di conseguenza lavora su pazienza nel possesso, manipolazione della linea difensiva e tempi del taglio profondo. Chi difende, invece, protegge il centro, ritarda le giocate in avanti e, alla riconquista, punta a segnare rapidamente in due porticine laterali per premiare una transizione pulita. Ne risulta un allenamento integrato: costruire un attacco posizionale da un lato e superare un blocco compatto dall’altro.
DURATA
- ALLIEVI, JUNIORES, PRIMA SQUADRA: tempo totale circa 17’; 3 serie × 5’, 2 minuto di recupero tra una serie e l’altra.
MATERIALE
10–12 palloni, coni per delimitare i confini, 1 porta regolamentare, 2 porticine (1–1,2 m), casacche di due colori.
GIOCATORI
5 attaccanti vs 5 difendenti + 1 portiere che difende la porta regolamentare. Totale 12 giocatori. Con il gruppo numeroso, aggiungi 2 jolly esterni sempre in favore della squadra in possesso.
DESCRIZIONE
Si gioca in due aree di rigore affiancate (totale circa 33×40 m). La squadra in attacco parte palla al piede nella metà campo opposta alla porta grande e deve progredire con ampiezza, muovendo la linea difensiva: si incoraggiano rotazioni tra esterno‑mezzala‑punta, terzo uomo e tagli alle spalle. L’obiettivo è entrare in zona di rifinitura e concludere, meglio se con cross basso o passaggio arretrato.
La squadra in non possesso protegge l’area: linea stretta, centrali compatti, esterni pronti a schermare l’interno. Alla riconquista, in massimo 6 secondi, tenta di segnare in una delle due porticine poste sul lato opposto. Se non verticalizza in tempo, deve consolidare il possesso e poi ricominciare da dietro. Fuorigioco attivo sulla linea dell’area più avanzata per mantenere realismo e tempi di smarcamento corretti.

AREA DI GIOCO
- Dimensioni: due aree 16,5×40 m affiancate → 33×40 m totali circa.
- Disposizione: porta regolamentare da un lato; due porticine sull’altro lato, a 10–12 m l’una dall’altra. Con 2 jolly utilizzare 2 corridoi esterni di 3–4 m tracciati con coni per forzare l’ampiezza e favorire 1v1 laterali.
REGOLE
La squadra in possesso deve concludere entro 20–25 passaggi o 60–70 secondi; sono premiati i gol da palla rasoterra dentro l’area (2 punti) e con passaggio arretrato per servire un compagno che arriva a rimorchio (3 punti). La difesa segna 1 punto in porticina entro 6’’ dalla riconquista; oltre i 6’’ vale mezzo punto. Niente lanci diretti oltre la linea mediana: si vuole costruire per superare il blocco difensivo con principi chiari, non con casualità.
VARIANTI
Per rendere l’esercitazione elastica, modifica numeri e vincoli. Concedi parità numerica 6v6 + portiere per alzare la difficoltà; in alternativa usa un jolly interno per creare connessioni centrali. Riduci i tocchi (max 2) nei corridoi esterni per accelerare la circolazione; al contrario, consenti tocchi liberi dentro l’area per favorire la creatività individuale. Infine, inverti gli obiettivi: se l’attacco segna, riparte subito la difesa con un nuovo pallone per allenare la pressione immediata
ERRORI COMUNI
Quando la squadra attacca, spesso il pallone viaggia troppo lentamente e solo in orizzontale, senza cambi di ritmo. Si nota poca apertura del gioco sulle fasce, le azioni si sviluppano sempre sulla stessa corsia e raramente qualcuno occupa i corridoi interni tra centro e fascia. Inoltre, i giocatori arrivano in ritardo negli inserimenti in profondità, rendendo prevedibile l’azione.
In fase difensiva, i difensori centrali escono dalla linea senza coordinarsi, le distanze tra reparti diventano ampie e manca compattezza. Spesso c’è scarsa aggressività nell’uno contro uno quando l’avversario riceve palla rivolto verso la porta. Anche il portiere, in alcune situazioni, resta troppo fermo e non interviene sul passaggio arretrato dal fondo.
Per correggere questi comportamenti, usa parole chiave semplici e immediate: apri il gioco – blocca l’uomo – passa veloce – inserisciti nello spazio.
CONSIGLI PER L’ ALLENATORE
Guida la lettura dei tempi di inserimento: quando l’esterno riceve a piede aperto, l’interno attacca alle spalle; quando il centrale esce forte, la punta viene incontro e libera la corsia profonda per il compagno. Insisti su scansione visiva prima della ricezione, orientamento del corpo e tempo del passaggio verticale. In fase difensiva, chiedi ritardo e negare il centro: prima blocca la giocata in avanti, poi proteggi il cross. Infine, usa il feedback immediato nei recuperi: due indicazioni chiare, ripartenza del gioco, un confronto più lungo con tutti i giocatori solo alla fine della serie.
Attacco al blocco basso: dall’ampiezza alla rifinitura centrale
Allenare l’attacco al blocco basso significa dare alla squadra una sequenza riconoscibile: allarga, fissa il terzino, gira sul terzo uomo e rifinisci dentro l’area con un passaggio arretrato. Così facendo, la linea difensiva viene manipolata e, pertanto, si aprono corridoi per l’inserimento. Tuttavia, senza velocità palla‑uomo, la difesa ha il tempo di scivolare; di conseguenza, imposta obiettivi chiari:
- attivare subito i corridoi esterni;
- cercare la zona di campo che si trova tra la fascia e il centro, cioè il corridoio laterale interno. per ricezioni tra le linee (il mezzo spazio);
- concludere con palla a rimorchio.
In pratica, questa partita a tema obbliga i giocatori a superare il blocco difensivo in modo collaborativo: chi ha palla attrae pressione, il compagno si smarca a sostegno o in profondità, il terzo rompe la linea. Così, progressivamente, la squadra impara a scardinare una difesa chiusa, mantiene equilibrio in transizione e, infine, sviluppa abitudini utili nelle gare ufficiali.





